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La Recharge

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La ricarica contro la discarica. Apre anche in Francia la drogheria senza contenitori. Intervista a Guillame de Sanderval e Jules Rivet. Entra in contatto con Guillame e Jules

Parole: 603 | Tempo di lettura: 2 minuti

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In Francia è il primo negozio di questo tipo. Ha aperto l’8 luglio scorso in pieno centro a Bordeaux La Recharge, la drogheria dove la spesa si fa al dettaglio, senza contenitori. Una «ricarica» pensata e promossa per ridurre l’eccesso di plastica e gli sprechi tout court (in Francia si parla di 125 kg di imballaggi gettati a persona ogni anno ndr.). L’inaugurazione arriva sull’onda di un movimento che si afferma a livello internazionale: Londra – dove Unpackaged lavora dal 2007 – si è vista via via affiancare da indirizzi italiani (Effecorta, 2009; Negozio Leggero, 2012), austriaci (Mass-Gresslerei a Vienna), spagnoli (Granel a Barcellona) o tedeschi (il neonato Unverpackt, maggio 2014), con un effetto a macchia d’olio che piace e convince. Abbiamo incontrato Jules e Guillaume per capirci qualcosa di più.

Ragazzi, come funziona?

Il cliente viene alla Recharge e si… ricarica. L’obiettivo è di ridurre al minimo l’uso di imballaggi usa e getta : chi viene da noi porta con sé i suoi recipienti e quando non ne ha può comprarne sul posto a costo minimo (da 0,50 centesimi a 2 euro). Sono contenitori riutilizzabili, come quelli di cui abbiamo dovuto rifornirci anche noi per comprare i prodotti che non sono vendibili sfusi : come i latticini o il detersivo ad esempio.

Come vi rifornite?

Per gli alimenti proponiamo essenzialmente prodotti locali. Dalla Dordogne al Périgord lavoriamo in diretta con gli agricoltori e contadini della zona – al momento sono un centinaio – per garantire alimenti freschi e di stagione : per lo yogurt rendiamo al produttore il contenitore dopo l’uso (che ce lo lascia in deposito), cosi per il grano o i semi. Ridurre i contenitori alla base significa anche privilegiare i recipienti piccoli rispetto ai grandi : è anche per questo che ci definiamo come una épicerie [una drogheria] e non come un supermercato. Siamo quello che in francese si chiama « un commercio di prossimità » : garantiamo la vendita al dettaglio di prodotti quotidiani.

Come avete lanciato l’attività?

Abbiamo avuto la possibilità di autofinanziarci. Questo in parte per un sistema di credito bancario cooperativo, in parte per il sostegno e la partecipazione di chi ha creduto nel progetto : abbiamo lanciato una campagna di crowfounding su Kisskissbankbank che ha ottenuto oltre il 100% della somma sperata. Non abbiamo toccato aiuti locali ma a Bordeaux il contesto è più cooperativo di altre città in Francia: più facile d’accesso di Parigi, ad esempio, e comunque una grande città dove siamo convinti di poter toccare una larga fetta di popolazione. Senza parlare dei costi, decisamente più bassi della capitale sia per quanto riguarda gli affitti che gli approvigionamenti.

I vostri prodotti sono più economici?

Ridurre i prezzi non era il nostro obiettivo. Vogliamo essere competitivi sui prodotti locali, garantire alimenti naturali e bio, e questo alla base può venire a costare come in un supermercato. Nel nostro caso il fatto di ridurre gli intermediari (lavorando direttamente con il produttore) e di eliminare gli imballaggi in eccesso permette di abbassare il prezzo in media del 30%. Acquistare grossi quantitativi alimentari è un altro fattore di risparmio.

Vi ingrandirete?

Per il momento siamo in due. La Recharge è la nostra prima esperienza professionale: con Guillaume ci siamo diplomati a settembre di due anni fa e da allora ci siamo impegnati nella costruzione del progetto a tempo pieno. Sono i primi passi, una fase in cui il sostegno della famiglia è stato fondamentale. In futuro se l’attività funziona speriamo di riuscire ad allargare la collaborazione a più persone. Ce lo auguriamo!

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(Le foto sono di  Marion Billier)

Gaia Puliero

Intervista a cura di Gaia Puliero

Vive a Parigi dove lavora per il portale di viaggio Easyvoyage. Collabora con la rivista africanista Nigrizia

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