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Isabella Rosa / Cindy Leper

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Al motto di “Girls just wanna have skulls” recupera materiali di scarto di alta qualità e li trasforma in gioielli. Intervista a Isabella Rosa di Cindy Leper. Entra in contatto con Isabella.

Parole: 728  | Tempo di lettura: 3 minuti

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Cindy Leper  è il brand e progetto personale di Isabella che, utilizzando materiali di scarto scelti con una particolare attenzione per l’aspetto etico e ambientale, crea gioielli unici ed originali. Le sue creazioni rispecchiano gli aspetti contrastanti della sua personalità: da una parte l’amore per tutto ciò che è pop, dall’altra la fascinazione per l’estetica macabra come teschi, apocalissi, pugnali e paramenti rituali.

Cindy Leper, perché questo nome?

Per il mio brand ho scelto di utilizzare quello che era il mio nickname da anni. Nato per scherzo nel periodo in cui mi occupavo di musica, è diventato una specie di alias e me lo sono tenuto. Cindy Leper rappresenta Cyndi Lauper in un universo parallelo in cui lei suona in un gruppo horror punk e il suo inno è “Girls just want your skull”. Questo perché amo i contrasti, gli opposti. In quello che faccio c’è una parte pop, leggera e una più oscura, che affonda le radici nelle cose con cui sono cresciuta: musica ed estetica macabre, teschi e apocalissi. Inoltre lo trovo buffo e mi porta a non prendermi mai troppo sul serio, nemmeno sul lavoro, cosa che per me è difficilissima.

Come nascono i tuoi gioielli?

Sempre da un disegno. Non inizio mai direttamente dal materiale, disegno tutto in varie prospettive finché la forma non mi soddisfa, per poi partire a creare il prototipo. A volte è una sfida capire come ottenere una specifica forma dal materiale scelto perché risulta di difficile realizzazione, ma la volontà di creare qualcosa di assolutamente innovativo e mai visto prima vince sempre.

Dove trai ispirazione per i tuoi lavori?

In parte da documenti etnografici, gioielli e oggetti di uso tradizionali di altre culture, fiabe e storie del folklore; in parte dal mondo animale e in parte ancora dal mondo della moda e dai costumi di scena. Sono affascinata dalle maschere, dai pugnali e dai paramenti rituali.

Quanto è importante la selezione del materiale?

Tutto per me è partito dal legno, materiale che mi piace molto e a cui sono legata. Mio padre è stato falegname e mi piaceva l’idea di raccogliere un’eredità facendola mia e adattandola al mio percorso di studio e lavoro. Utilizzo legni pregiati recuperati da altre lavorazioni, come dall’industria del mobile, per esempio. Amo trasformare materiali o di seconda mano o provenienti da fonti sicure dal punto di vista etico e ambientale. Il bello del mio lavoro è anche che mi permette di dare valore a qualcosa che in un altro contesto è considerato uno scarto.

Dove si possono acquistare le tue creazioni?

Sul mio sito e su Etsy. Se tutto va bene presto i miei gioielli saranno disponibili in diversi negozi sul territorio nazionale. Partecipo periodicamente ad alcuni eventi del mondo handmade italiano, come il Miss You Santa a Bologna e Band Loch a Bergamo.

Quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi nell’avere un’attività commerciale propria?

Tra gli aspetti positivi ci sono le soddisfazioni personali e professionali nel star costruendo qualcosa di mio e che amo. Con il mio lavoro posso fare esattamente quello che voglio, trasformare in realtà le cose che immagino, dedicarmi alla creatività, all’arte e alla ricerca. Ho poi la fortuna di poter conoscere persone interessate al mio lavoro e persone che fanno cose simili, le quali entrano poi a fare parte della mia rete di collaborazione e supporto. Tra gli aspetti negativi c’è l’incertezza e i lunghi periodi di preparazione del progetto che sono molto impegnativi e, spesso, avidi di risultati. Un aspetto a duro dell’avere un progetto individuale è il dover fare quasi tutto da soli, spesso anche cose per cui non si è portati. Impantanarsi è facilissimo, quando capita è importante farsi dare una mano: meglio investire una piccola somma che perdere mesi e mesi di lavoro.

I tuoi progetti futuri?

Sto preparando il lancio della mia prima collezione “Opposites” prevista per settembre, si tratta di una serie limitata di 40 pezzi. Mi sto poi preparando, insieme agli altri selezionati, a partecipare a un’importante fiera a Roma, nello stand di Etsy: per me è un’opportunità importante e sono onorata, felice e terrorizzata all’idea! Al momento sono anche alla ricerca di uno spazio-laboratorio in condivisione. Mi piacerebbe partecipare a un progetto di co-working con altri artigiani e creativi, con spazi e competenze in comune. C’è molto fermento in questo settore, ed è stimolante farne parte in questo periodo così cruciale.

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Sara Girardi

Intervista a cura di Sara Girardi

Appassionata di gatti, patatine fritte e Beyoncé è fortemente contraria a chi vive intrappolato nella propria comfort zone.

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