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24. Isabella Rozendaal

3 minuti 412 parole

Fa quello che ti piace veramente. Se ti stai divertendo, si vede dal tuo lavoro. Intervista a Isabella Rozendaal

Isabella è una fotografa documentarista olandese. Isabella trasforma i suoi progetti fotografici in libri. Lavora come fotografa per pubblicità e riviste e questo le dà la base economica per continuare a fare i documentari che le piacciono.

Isabella, quando hai iniziato a fare la fotografa?
5 anni fa.

Quando hai scelto che avresti fatto la fotografa?
Subito dopo l’Università. Ho studiato da fotografa e ho iniziato subito. Ricordo che mi hanno intervistato appena dopo il mio primo lavoro e mi chiesero quale sarebbe stato il mio obiettivo fra 5 anni. Io dissi: pubblicare 5 libri di fotografia documentarista. Ecco, sto pubblicando il quinto.

Hai fatto presto!
Uno all’anno, ma ora sto rallentando. Il progetto che sto seguendo ora, hunting, è molto ampio.

Quando hai deciso di affrontare questo argomento?
Una volta mi trovai in un concorso di bellezza per cani. Mi sembrava una cosa insana e insieme divertente, allora ho cominciato a fotografare. C’è qualcosa nella relazione uomo-animale che mi sembra si possa raccontare solo con la fotografia.

Sei vegetariana?
No.

Perché hai deciso di documentare la caccia?
I libri di fotografie sulla caccia sono di due tipi: anti o pro. Non c’è mai un punto di vista oggettivo. Ecco, io lo sto cercando.

Qual è la cosa più bella del fare il fotografo documentarista?
E’ come tenere in mano un passaporto che ti porta in luoghi dove un turista non arriverebbe mai.

Cosa consiglieresti ad un aspirante fotografo documentarista?
Trova qualcosa di cui sei veramente, veramente, veramente interessato. Non cercare di trovare la cosa di cui le persone sono interessate. Non la troverai mai. Inoltre, se lavorando ti diverti, si vede.

La scena più divertente?
Buona questa! Me ne sono successe talmente tante! Eccone una. Ero con la mia grande amica e assisitente in Luoisiana per una sessione fotografica sulla caccia. Ci fermiamo in un motel sciupatissimo. Il lucchetto della porta era rotto e abbiamo accatastato i mobili di fronte alla porta. Alle 4 di notte ci svegliamo per delle urla talmente forti nella stanza di fianco che pensavamo si trattasse di un omicidio! Spostiamo i mobili, prendiamo le nostre cose e scappiamo in macchina. La sera mi accorgo che ho dimenticato il passaporto al motel e torniamo. Alla reception chiediamo se la notte prima era avvenuto un omicidio. Oh no, ci dice il gestore del motel, era solo una coppia di lesbiche che litigava per un presunto tradimento!

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

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