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Itinerari Letterari

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Una passeggiata tra i luoghi e le piazze dove la letteratura è stata vissuta e raccontata. Intervista a Giulia Basso di Itinerari Letterari. Entra in contatto con Giulia 

Parole: 1527 | Tempo di Lettura: 5 minuti

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Imparare divertendosi? A Vicenza si può, grazie all’idea di Giulia Basso. Si scrive edutainment, si legge Itinerari Letterari. Il payoff “La letteratura nei luoghi dove è stata vissuta e raccontata” rende molto bene il core business di questa associazione. Gli Itinerari sono delle passeggiate che uniscono turismo, critica letteraria e intrattenimento teatrale. In pratica gli I.L. promuovono Vicenza in maniera del tutto ecosostenibile. Ho fatto una lunga chiacchierata con Giulia, la quale mi ha spiegato da dove è partita per mettere in piedi la sua idea imprenditoriale.

Giulia, cosa sono gli Itinerari Letterari?

Itinerari Culturali è un’associazione culturale che ha per scopo quello di far conoscere i luoghi della città di Vicenza attraverso percorsi turistico-culturali a tema letterario.

Che cosa li contraddistingue?

Sicuramente l’importanza riservata alle parole degli scrittori che qui hanno vissuto e ambientato le loro opere. Infatti, con una formula del tutto inedita e originale, il pubblico viene condotto a piedi alla scoperta delle vie e delle piazze della città, raggiungendo proprio le ambientazioni descritte nei romanzi: i brani letterari vengono teatralizzati dal vivo da attori professionisti e accompagnati da una mia introduzione storico-letteraria.

Che tipo di formazione hai?

Ho studiato Filologia moderna nelle facoltà di Lettere delle università di Venezia e Padova, dove mi sono laureata con una tesi in teoria della letteratura con il prof. Emanuele Zinato. La mia tesi è intitolata “Lo spazio e le comete” e tratta l’applicazione di una recente branca della teoria letteraria, la geocritica, sul racconto di Goffredo Parise “Il ragazzo morto e le comete”.

Che cos’è la geocritica?

La geocritica studia il rapporto tra luoghi letterari fittizi, cioè le ambientazioni, e il contesto reale e storico a cui si riferisce il testo, ed è proprio il legame esistente tra luoghi letterari e i loro corrispondenti reali ad aver ispirato il progetto degli Itinerari.

Quando nascono gli itinerari e perché?

Gli Itinerari sono stati proposti per la prima volta all’interno del festival letterario di Vicenza Libriamo, nell’estate del 2009. La motivazione che mi ha spinto a dar vita agli Itinerari letterari è stata quella di far confluire la mia passione per la letteratura in un progetto lavorativo di cui essere pienamente artefice. E da questa idea alla fine ho ottenuto la soddisfazione che speravo, nonostante numerose difficoltà, visto il deprecabile trattamento che viene riservato alla cultura nel nostro Paese. Nel corso degli anni gli Itinerari si sono avvalsi della collaborazione di importanti figure del teatro cittadino, che hanno preso a cuore il mio progetto e che mi hanno affiancato nei diversi eventi: da Carlo Presotto a Stefania Carlesso, da Martina Pittarello a Pino Costalunga. Oltre ad attori di fama, hanno ricercato la collaborazione degli Itinerari anche altri enti e soggetti culturali come il Ctg (Centro Turistico Giovanile) e le guide turistiche della provincia (tra le quali menziono Elena Cappellaro), nonché figure particolari e importanti come la storica dell’arte Agata Keran e il fondatore di AudioDoc Jonathan Zenti. Colgo l’occasione di questa intervista per dire ancora una volta grazie a tutti loro.

So che gli Itinerari sono diventati in un secondo momento un’associazione culturale, vero?

È così, infatti l’iniziativa è diventata un appuntamento sempre più apprezzato e seguito, fino a che, nell’agosto 2013, ha acquisito un’ulteriore autonomia, trasformandosi in un’associazione culturale. Inoltre abbiamo registrato un’attenzione crescente da parte dei media alle nostre iniziative, cui anche la Rai ha dato visibilità.

Qual è il tuo ruolo?

Mi occupo dell’ideazione e della realizzazione dell’intero progetto. Mi avvalgo della competenza degli attori per la componente teatrale o per teatralizzare le parti storico-artistiche (come in uno degli ultimi progetti dedicati ai monumenti Unesco cui ha collaborato Stefania Carlesso), ma mi occupo in autonomia del coordinamento e della gestione degli Itinerari. Quando i fondi lo permettono mi avvalgo dell’aiuto di terzi (in particolare Eva Baghin che ringrazio per l’aiuto fondamentale) per le realizzazioni grafiche e per il supporto logistico. Svolgo inoltre sia la gestione dei contenuti web (sito, profilo Facebook, newsletter), che la parte di fund-raising, segreteria (contatti con i finanziatori e pubblico) e di ufficio stampa.

A chi si rivolgono gli Itinerari?

I percorsi sono pensati per poter essere fruibili da un pubblico variegato, in quanto ci rivolgiamo non solo ai turisti in visita alla città ma anche ai vicentini che desiderano guardare con occhi diversi il luogo in cui abitano. Sono fondati su proposte ecosostenibili e praticabili anche da persone a mobilità ridotta. Ho inoltre creato un piccolo percorso virtuale, ossia un itinerario visualizzabile su smartphone, che si può svolgere in autonomia, disponibile sul nostro sito o dal nostro profilo Facebook. Si tratta di una proposta redatta in lingua inglese, indirizzata ai turisti stranieri, che hanno in questo modo l’opportunità di scoprire il nostro territorio seguendo le tracce degli autori che l’hanno raccontato.

Gli itinerari in pratica fondono letteratura, turismo e recitazione, è così?

Sì, e questo rende il progetto un ideale connubio tra uno spettacolo teatrale itinerante, una visita guidata e un invito alla lettura. Non si tratta soltanto di rendere appetibile un consueto tour dei monumenti cittadini, ma di accompagnare il pubblico, attraverso le suggestioni teatrali, all’interno dei testi. Gli Itinerari vogliono incoraggiare una riflessione sulle connessioni esistenti tra la storia di una città e le aspirazioni, l’immaginario di chi ci vive o ci è vissuto.

Quali sono le fasi fondamentali per la realizzazione degli itinerari?

Come prima cosa viene scelta la tematica o l’autore cui dedicare la passeggiata. Segue quindi una fase di ricerca, in cui seleziono i luoghi e i brani che desidero inserire nel percorso, e una successiva fase di studio per poter presentare e contestualizzare al meglio i testi che verranno letti dagli attori. In alcuni casi non sono unicamente i brani ad essere teatralizzati ma anche le spiegazioni di tipo storico-artistico. Alla fase creativa segue quella complementare della ricerca di finanziamento, che può essere fornito da più sponsor o dal Comune. Una volta che il budget permette la realizzazione del nuovo itinerario, si può procedere con la promozione, effettuata tramite social networks, newsletter, comunicati stampa e volantini.

Quando hai capito di aver trovato la formula vincente?

La prima volta che gli Itinerari sono stati proposti hanno incontrato un grande favore di pubblico; proprio grazie all’affetto e all’interesse dimostrati dai partecipanti, ho avuto una prima conferma della validità e dell’efficacia dell’iniziativa. Inoltre, gli apprezzamenti da parte di professionisti della cultura, l’interesse crescente da parte delle istituzioni cittadine e dei media, la rete di collaborazione con altre realtà culturali, mi hanno definitivamente convinto a lavorare in questa direzione.

Pensi che sia un format esportabile, anche in altre città, magari anche all’estero?

Sicuramente sì. Vicenza si presta in modo particolare al format del mio progetto, perché ha dato i natali a numerosissimi autori di fama nazionale e internazionale, ma sarebbe non solo possibile ma auspicabile, poter trasferire gli Itinerari anche in altre città. Ho avuto modo di osservare come il turismo culturale stia prendendo piede da qualche anno in Europa (in particolare a Berlino e in Gran Bretagna). In Italia vi sono alcune iniziative volte alla valorizzazione del territorio attraverso la letteratura (si pensi al progetto dei parchi letterari o ai percorsi tematici incentrati sulla figura di Svevo a Trieste) che dimostrano il crescente interesse del pubblico nei confronti degli itinerari turistici alternativi. Gli Itinerari, rispetto a questi esempi, rappresentano una novità, perché hanno la peculiarità di unire l’obiettivo di intrattenere lo spettatore con quello di informarlo, di offrirgli un’esperienza didattica e conoscitiva (in sostanza il legame forte tra il testo letterario e la teatralizzazione dal vivo). A mio avviso le potenzialità degli Itinerari si presterebbero ad essere sviluppate ulteriormente in ambito turistico, in un panorama italiano ed europeo che necessita ora, più che in altri momenti storici, di formule innovative ed efficaci per valorizzare e promuovere il territorio.

Che tipo di difficoltà hai incontrato nella fase di progettazione?

Riuscire a coordinare in modo efficiente le varie fasi di cui ciascun progetto si compone è la parte più complessa del mio lavoro. La fase del fund-raising rimane uno dei momenti più delicati per la realizzazione di un nuovo percorso perché è effettivamente ciò da cui dipende la realizzazione pratica delle iniziative. La ricerca di fondi mi ha però permesso di entrare in contatto sia con l’Assessorato alla cultura del comune, che si è dimostrato interessato e ricettivo nei confronti degli Itinerari, sia con realtà commerciali cittadine molto interessanti.

Che cosa vedi nel futuro degli itinerari?

L’associazione potrebbe presentare pacchetti di itinerari anche in altre città. Frattanto sono in progettazione i nuovi eventi per la primavera e l’estate dell’anno venturo, per Vicenza e provincia. Io e miei collaboratori vorremmo puntare su un supporto promozionale da parte di enti preposti allo sviluppo turistico o agenzie di travel operator interessate ad affiancarci, di modo che i percorsi dedicati a Vicenza siano adeguatamente pubblicizzati ed inseriti in un progetto di valorizzazione del territorio attraverso sistemi meno convenzionali. Al momento alcuni degli Itinerari sono a disposizione anche su richiesta, per gruppi organizzati di almeno una trentina di persone, e sarebbe interessante poter potenziare anche questa offerta.

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[Giulia Basso è la prima ragazza sulla sinistra nella foto in apertura]

Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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