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Jeremy Levis

4 minuti 652 parole

Un Inglese innamorato del caffè d’orzo italiano, lo fa assaggiare ai mercatini di Londra e ne fa un’impresa. Intervista a Jeremy Levis

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Passeggiando per il mercatino di Brick Lane a Londra, si può assaggiare gratuitamente il caffè d’orzo, grazie a Jeremy Levis, che lo vuol far conoscere al mercato anglosassone.

Ciao Jeremy, innanzitutto come nasce quest’amore per il caffè d’orzo?
Io sono metà inglese e metà italiano. I miei genitori da 35 anni vanno in vacanza in Umbria, e spesso sono andato con loro. L’Italia mi ha conquistato sin da piccolo con i suoi colori e profumi, e sapevo che presto avrei intrapreso una strada lavorativa che mi avrebbe avvicinato al Bel Paese.

Quindi le radici italiane un po’ le hai, ma questa è la tua prima esperienza imprenditoriale, giusto?
Si, esatto. In passato ho fatto diversi lavori, prima legati al mondo televisivo e poi a quello giornalistico. Non sapevo nulla di come gestire una nuova attività e tutt’ora sto imparando giorno per giorno. Per fortuna ho molti amici esperti in vari ambiti, dal marketing al settore finanziario, che mi hanno aiutato a curare gli aspetti più tecnici di questa nuova attività, Innocente Coffee.

Perché proprio il caffè d’orzo?
Prima di venire in Italia non lo conoscevo minimamente. Poi una sera, mentre ero a cena tra parenti in Umbria, mi hanno offerto un caffè, che mi sono trovato costretto a rifiutare, perché non volevo introdurre ulteriore caffeina nel mio corpo prima di andare a letto. E perciò mi hanno fatto assaggiare il caffè d’orzo: buonissimo e senza caffeina. Incredibile che a Londra non esistesse. Così ho avuto questa illuminazione: portare il caffè d’orzo nel Regno di sua Maestà.

Quando è iniziato tutto?
Lo scorso Ottobre, ho iniziato a promuovere la mia attività. Prima di tutto ho cercato il fornitore giusto che fosse disposto a iniziare questa nuova avventura. E ho trovato un agricoltore di Siena che soddisfacesse le mie richieste. Poi abbiamo lavorato sul logo: prima avevo scelto una figura femminile che aveva una sorseggiava una tazza di caffè, ma mi sono reso conto che non funzionava. Così abbiamo scelto un logo che richiamasse la provenienza geografica del cereale, con dei colori più accattivanti.

Quale è la sfida maggiore che stai affrontando?
Di sicuro quella di far conoscere un prodotto che di fatto non esiste nel Regno Unito. E l’unico modo per farlo, è far assaggiare questo caffè senza caffeina. È incredibile lo stupore che vedo negli occhi nei miei connazionali inglesi, quando lo sorseggiano e scoprono che è senza caffeina. Molti non esitano a chiedermi ulteriori informazioni, e sono entusiasti del sapore. Solo dopo aver diffuso la conoscenza di questo nuovo prodotto, mi sarà possibile entrare nei bar per distribuirlo.

In effetti chi chiederebbe al bar un caffè d’orzo, senza sapere cosa sia? Quali sono le tue prossime mosse?
Prima di tutto cerco di espandere i legami con le comunità italiane a Londra: ho scoperto che anche qui ci sono parecchie persone che amano questo tipo di caffè e sono stati contenti di sapere che qualcuno come me voglia portarlo in Inghilterra. Poi partecipo al mercato di Brick Lane, e presto vorrei essere presente anche al mercato di Borought Market per farlo assaggiare al maggior numero di persone. E infine sto cercando di concludere dei primi accordi con alcune caffetterie indipendenti, insegnando loro come prepararlo e come proporlo ai loro clienti.

Quali sono i prossimi obiettivi?
Ora sarò qualche settimana in Italia perché con il mio fornitore toscano stiamo cercando una tostatura diversa dei grani d’orzo, in modo che non sia necessaria una macchina ad hoc nei bar per preparare questo tipo di caffè. Successivamente cercherò di lavorare anche sulla diffusione online di questa mia nuova attività, sperando di colpire il mio target di consumatori e creare curiosità in nuovi potenziali clienti. Questa bevanda è deliziosa, ed è un peccato che gli inglesi non abbiamo avuto modo di assaggiarla fino ad ora!

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Innocente - Brick Lane (1)

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Marina Marchetti

Intervista a cura di Marina Marchetti

Bocconiana curiosa sempre con lo zaino in spalla. L'unico modo per fermarsi un attimo è scrivere, scrivere e scrivere. Il continuo bisogno di comunicare non poteva che condurla nel mondo dei Social Media. Con l'orgoglio di una vera Geek Girl

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