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622. Jose Toffoletto / ermes

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Inclusione per chi è vittima di bullismo e cyberbullismo e focus sullo sport. Nessuna lezione frontale, molto ascolto. Jose Toffoletto ci racconta di Ermes.

Ermes è un’associazione di promozione sociale che si occupa di progettazione e gestione di servizi socio-educativi per la crescita individuale e collettiva. I tre fondatori mettono al centro del loro lavoro di psicologi le persone che si trovano in difficoltà in ambiti come scuola, lavoro, relazioni e diritti: loro sono Chiara Valerio, Giorgia Casagrande e Jose Toffoletto, che si occupa dell’area “Scuola e lavoro”.

Jose, Come vi siete incontrati e perché avete scelto il nome Ermes?

Ermes è un nome mitologico: è il dio messaggero degli antichi Greci e abbiamo scelto questo nome perché vogliamo lanciare un nuovo messaggio sociale e quindi ci sembrava adatto.
Ci siamo conosciuti in un luogo di lavoro precedente: eravamo in un’azienda che si occupava di comunicazione, formazione e psicologia. Pur non essendo stata un’esperienza completamente positiva, devo dire che ci ha fatto crescere, dandoci la grinta necessaria per dimostrare a noi stessi che avevamo le capacità per farcela da soli.
In sostanza eravamo tre giovani laureati che volevano emergere sfruttando le loro professionalità: psicologia sociale, psicologia clinica e diritti umani.
Tutto quello che noi costruiamo va in un’unica direzione, quella di aumentare la consapevolezza delle persone, con un obiettivo di carattere educativo.

Puoi farmi qualche esempio? 


Recentemente abbiamo organizzato una “cena parlante”, una cena culturale conviviale con uno o più relatori selezionati non in base al loro titolo ma alla loro esperienza e abilità di coinvolgere. Assieme ai partecipanti, anche noi scopriamo mondi nuovi, e quindi queste cene diventano una continua occasione di crescita. Il bello è fondere un momento conviviale come una cena tra amici con argomenti più culturali e strutturati. Alla fine di questi eventi le persone si conoscono anche a livello professionale, in modo da poter attivare eventuali collaborazioni. Nel nostro statuto, infatti, c’è anche l’obiettivo di creare reti sociali e sinergia tra le risorse e il territorio.

Raccontami la storia di Ermes in breve

Siamo partiti timidamente nel 2013 e negli anni abbiamo collaborato con organizzazioni di diverso tipo: dalla pubblica amministrazione, alle parrocchie, alle grandi aziende. Per noi non c’è differenza. La nostra mission è sempre quella di portare innovazione sociale e idee nuove, indipendentemente dall’ambiente.
Ci occupiamo anche di prevenzione alla dispersione scolastica e al bullismo, cyber e non. Lavoriamo con le scuole e con i comuni: in provincia di Venezia a Caorle, San Michele al Tagliamento e San Stino di Livenza con uno sportello informativo sulle nuove tecnologie. Facciamo capire che lo sportello psicologico serve a facilitare l’inclusione della persona vittima di bullismo e cyberbullismo. Prendiamo dei temi che sono già stati trattati da altri, ma li ribaltiamo sotto una luce diversa, più propositiva e costruttiva.

In che senso?

Noi non facciamo delle lezioni frontali, non siamo degli insegnanti. Cerchiamo di entrare veramente in contatto con chi ha bisogno del nostro aiuto, ne condividiamo le esperienze e cerchiamo di tirare fuori dai ragazzi il loro mondo. Così loro ci parlano dei loro dubbi, ma non solo: si crea una sinergia fondamentale tra ragazzo-scuola-famiglia, cosa che solitamente non avviene, perché gli adolescenti costruiscono muri e hanno bisogno di persone da sentire vicine per aprirsi al dialogo e trovare una soluzione ai loro problemi. I professori spesso non riescono a vedere le situazioni di disagio, sia perché il ritmo a scuola è incessante sia perché non tutti hanno la sensibilità necessaria. Spesso con il nostro intervento si crea una collaborazione costruttiva tra i ragazzi e le scuole. Noi permettiamo semplicemente che questo dialogo avvenga.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il progetto principale è continuare a costruire così come facciamo ora. Negli ultimi due anni abbiamo avuto una crescita esponenziale e oggi offriamo 8 servizi per la persona, 13 progetti educativi realizzati con enti pubblici e privati, 5 percorsi individuali e collettivi e tanti incontri, eventi educativi, convegni.

Una sfera a cui teniamo molto è quella dello sport. A differenza del passato, oggi c’è un livello altissimo di competitività anche tra i più piccoli: le tecnologie nello sport crediamo inibiscano la spensieratezza. L’età media in cui si manifestano i comportamenti devianti si sta abbassando. Sono cose semplici ma che spesso nel mondo della scuola sfuggono. Un giorno si è presentata da me una ragazza delle medie. Orfana, mi ha raccontato il suo disagio relativo alla perdita di un genitore. Il suo andamento a scuola era fortemente condizionato da questo, ma i professori erano molto più incentrati sulla didattica, a prescindere dalla sua situazione personale.
Per noi, invece, è fondamentale mettere al centro la persona più che le sue performance.

Anna Cortelazzo

Intervista a cura di Anna Cortelazzo

Scrivo per lavoro su vari siti e per passione su www.bradipocondriaca .it. Amo la Fiorentina (quella viola, non quella al sangue o ben cotta) e il mio gatto Prandy, anche se dopo la défaillance di Prandelli ai Mondiali sto pensando di cambiargli il nome.

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