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Kid Pass

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Kid Pass, la guida urbana a misura di bambino. Intervista a Marianna Vianello e Nicola Maghini. Entra in contatto con Marianna e Nicola

Parole: 562 | Tempo di Lettura: 2 minuti

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Kid Pass è una testata giornalistica online che raccoglie eventi e luoghi kid friendly sul portale omonimo. Per ora è attivo a Bologna, Trento, Roma, Milano, Venezia, Torino e Firenze, ma l’idea è quella di diffondersi nelle altre principali città italiane, e magari anche all’estero. Intervistiamo due degli ideatori del progetto, Marianna Vianello e Nicola Maghini.

Com’è nata l’idea di Kid Pass?

M: E’ nata dalla mia personale esperienza di madre di due figli: mi mancava uno strumento che mi permettesse di informarmi in maniera pratica e immediata sulle cose da fare insieme ai mie bambini e non avevo modo di selezionare i luoghi che fossero più accoglienti per loro, e quindi per me. Trovare luoghi e attività richiedeva una serie di approfondimenti su vari giornali e siti, le informazioni erano molto frammentarie e la ricerca richiedeva troppo tempo.

Gli altri fondatori hanno figli?

M: Nicola no, Andrea Veronese, il terzo dei fondatori, invece ha tre figli, quindi anche lui era mosso da esigenze pratiche. Ci siamo confrontati con colleghi e amici e abbiamo capito che il progetto poteva avere buone potenzialità.

Come funziona Kid Pass?

M: inizialmente abbiamo fatto un lavoro di ricerca e di mappatura per trovare i luoghi e gli eventi che potessero adattarsi ai bambini, mentre ora da qualche mese abbiamo dei form tramite i quali chi offre un servizio per bambini può caricare dei contenuti attraverso la home page. Noi li controlliamo, se necessario li integriamo e poi li approviamo. Al giorno riceviamo una trentina di segnalazioni tra luoghi ed eventi.

Qualche esempio?

M: ci sono cose che a chi non ha bambini possono sembrare semplici, come andare in un ristorante. Eppure possono esserci problemi perché il bambino si annoia, o possono non essere soddisfatte esigenze pratiche come i seggioloni. Quindi per quanto riguarda la ristorazione segnaliamo ad esempio il ristorante con l’area gioco o il menù bimbo sano, con il seggiolone e il fasciatoio.
Abbiamo varie tipologie di luoghi ed eventi: negli ultimi anni anche i musei, per esempio, si stanno attrezzando in ottica family frendly, facendo attività e laboratori dedicati ai bambini. Uno dei musei virtuosi è il Guggenheim, dove ogni domenica fanno i kids day, con laboratori gratuiti durante i quali i bambini si divertono molto: mio figlio, che riguardo ai lavori di manualità è magari un po’ timido, è stato entusiasta quando ha elaborato il suo dipinto. Allo stesso tempo i genitori possono visitare il museo sapendo che il loro bambino non si annoia. Se non ci fosse questo tipo di accoglienza bisognerebbe lasciare i bambini a casa con nonni o baby sitter.

Fate solo questo lavoro o avete altre attività parallele?

M: io ho lasciato il lavoro che avevo dopo il secondo figlio, e mi sono impegnata in questo progetto.
N: io ho fatto una scelta. Inizialmente sono entrato in Kid Pass con i piedi di piombo, contribuendo in modo parziale, ma poi la cosa si è fatta impegnativa e ho deciso di lavorare unicamente qui, perché è un progetto in cui credo molto.

Progetti per il futuro?

N: sono tanti, il principale è sicuramente quello di diventare il portale di riferimento per luoghi ed eventi kid friendly, una guida urbana di riferimento nazionale ma anche internazionale per i genitori che vogliono stare con i propri figli senza rinunciare alle attività che farebbero se non avessero bambini.

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Anna Cortelazzo

Intervista a cura di Anna Cortelazzo

Scrivo per lavoro su vari siti e per passione su www.bradipocondriaca .it. Amo la Fiorentina (quella viola, non quella al sangue o ben cotta) e il mio gatto Prandy, anche se dopo la défaillance di Prandelli ai Mondiali sto pensando di cambiargli il nome.

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