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Lian Loke

3 minuti 467 parole

Un mercato del futuro per l’abbigliamento? La Wearable Technology, applicazioni inserite nei vestiti che dialogano con il corpo. Intervista alla ricercatrice Lian Loke

Parole: 448 | Tempo di Lettura: 2 minuti

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Lian, perché hai messo insieme le diverse conoscenze di ingegneria e di progettazione per progettare ‘wearable technology’?
Quando studiavo ingegneria elettronica ho cominciato a cucire vestiti. Poi quando ho finito ingegneria ho fatto un corso di progettazione di moda. Però solo negli anni seguenti ho deciso di unire queste due tecniche, inizialmente per fare dei costumi performativi.

Mi fai un esempio?
Ho creato un abito che faceva parte di un lavoro chiamato ‘il tempio respiro’, un’esperienza corporea fatta attraverso l’interazione tra persone e alcuni sensori che monitoravano il respiro. Il punto era la creazione di paesaggi sonori utilizzando i dati digitali del respiro.

Puoi descrivere il processo di produzione?
Il tutto si è evoluto da un progetto chiamato ‘senza parole’ che ha coinvolto una serie di diverse esperienze corporee. Il primo era un elastico che gira intorno alla parte superiore del torace per costringere il corpo. La persona che stava subendo questa esperienza ha tenuto queste bande legate intorno al corpo per far echeggiare il respiro. Poi abbiamo lavorato con interazioni rituali per guidare la persona attraverso un’esperienza. Ci è sembrato naturale chiamare questa esperienza ‘tempio respiro’ e creare un abito con un gusto più cerimoniale e sacro. Per farlo, abbiamo travestito i sensori all’interno del mantello.

Hai piani futuri per nuove iterazioni o prototipi?
Il nuovo progetto che voglio fare si chiama Unwalkables. Scarpe sonore create con la stampa 3D. fare uno stampo con materiale spugnoso. Incorporare nelle scarpe elettronica e attrezzature musicali per creare il suono. Il materiale spugnoso servirà per poterci camminare, nel senso che il suono sarà prodotto nel momento in cui le persone camminano, sarà un suono simile a quello degli ottoni. Le scarpe non si potranno usare effettivamente per camminare (il progetto si chiama infatti Unwearable), ciò che voglio raggiungere è una sorta di coro armonico che cammina.

Queste forme ibride di elettronica e di abbigliamento da indossare hanno un futuro commerciale?
Il tasso di sviluppo della tecnologia indossabile è stato sempre più veloce negli ultimi anni. Con i circuiti morbidi si cominceranno ad avere applicazioni dentro ai tessuti e questo fenomeno diventerà rapidamente mainstream. Un esempio è il Fitbit – sensori per i dispositivi portatili come il cellulare che acquisiscono dati biometrici o fisici. Sono sicura che questa tendenza nell’abbigliamento non tarderà ad arrivare.

Che cosa è la tua motivazione per fare questi progetti?
Mi interessano queste forme ibride e l’estensione del corpo. Due aspetti non necessariamente legati da scopi funzionali. Come distorcere il corpo? Che cos’è lo spettacolo della danza o l’atto di camminare se estendiamo il corpo con la tecnologia? La mia ricerca è in realtà finalizzata alla perdita dell’abitudine, a come trovare il modo di interromperla.

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Philippa Nicole Barr

Intervista a cura di Philippa Nicole Barr

Philippa e' ossessionata dalla qualità dell'aria, dalla musica e dalla tecnologia. Scrive da Sydney (in questo momento). Il suo sito e' www.philippanicolebarr.com

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