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Luciano Balbo / Oltre Venture Capital Sociale

4 minuti 657 parole

Gli investitori sono mossi da un forte senso di responsabilità sociale della ricchezza e dall’esigenza di fare investimenti che abbiano un ritorno più equo. Intervista a Luciano Balbo. Entra in contatto con Luciano

Parole 602, tempo di lettura: 4 minuti

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Luciano Balbo è un imprenditore con un’esperienza di oltre vent’anni nel campo del Private Equity e Venture Capital. Nel 2010 fonda Oltre Venture Capital Sociale, il punto di riferimento per gli investitori privati che desiderano creare un impatto sociale positivo attraverso i loro investimenti. Intervista a Luciano Balbo, socio fondatore e presidente.

Oltre Venture Capital Sociale. Ci spiega di cosa si tratta?

Oltre Venture è una Holding di partecipazione, nata sei anni fa, che realizza investimenti sul modello del Venture Capital, ma con la particolarità di investire in start up, aziende già esistenti, società di capitali o imprese non profit che abbiano un impatto sociale positivo e che vadano a coprire bisogni sociali non adeguatamente soddisfatti, né dallo stato né dal mercato.  Esempi di settori di investimento sono il social housing, l’accesso al credito, i servizi sanitari e relazionali, lo sviluppo territoriale delle aree depresse, la gestione dei beni culturali. Oltre Venture si propone come catalizzatore di capitali, competenze ed imprenditorialità  ed è una organizzazione pioniera per gli investimenti nel capitale di rischio di imprese che promuovono soluzioni sociali e sono motore dell’innovazione nel sociale.

Con gli investimenti di Oltre Venture parliamo di Impact Investing. Considera questo un ulteriore passo in avanti per lo sviluppo sostenibile rispetto alla Corporate Social Responsibility (CSR)?

È opportuno distinguere: la CSR interessa le aziende ed è finalizzata agli obiettivi stessi di queste ultime, mentre l’Impact Investing fa riferimento a un nuovo modello di utilizzo del capitale per lo sviluppo di nuove imprese che producano benessere per la collettività e una più equa distribuzione del valore. Gli investitori sono mossi da un forte senso di responsabilità sociale della ricchezza e dall’esigenza di fare investimenti che abbiano un ritorno più equo. Il  potenziale di questo mercato è alto, in un momento storico in cui la ricchezza privata in Italia corrisponde a circa 5 volte il PIL.

Che cosa serve per stimolare  il mercato dell’imprenditoria sociale?

Oggi, parlare di Impact Investing e di imprenditoria sociale è di moda, ma il mercato esistente è ancora molto piccolo. Gli investitori sono dei pionieri, fanno parte di una nuova asset class. Per questo, il ruolo di noi operatori è determinante per far capire agli imprenditori che cos’è questo mercato, fare chiarezza e agire da guida in un percorso di comprensione, per evitare passi sbagliati. È necessario offrire molta trasparenza sui rischi e dare ampia diffusione ai casi di maggiore successo. Questo attrae nuovi capitali, favorendo questo tipo di iniziative. I mercati liberi partono soprattutto dalla capacità dei pionieri di mostrare i casi di successo.

Un esempio di un vostro investimento che è diventato un caso successo?

Per Micro, una società di microcredito con una chiara missione sociale, è nata nel 2007 per l’erogazione professionale di microcrediti, l’educazione finanziaria e l’offerta di servizi di avviamento e accompagnamento all’impresa. Ha avuto una fortissima crescita e ad oggi vanta tanti investitori, tra cui banche, ed eroga in media 1.000 prestiti al mese di 6-8000 euro, avendo già 12-13 filiali attive in città diverse.

Uncò  Mag  dà voce ai giovani start upper, pragmatici e appassionati. Potrebbero essere loro un target per gli investimenti di Oltre Venture? Qualche consiglio?

Un consiglio che mi sento di dare ai giovani che iniziano un percorso imprenditoriale è quello di essere realisti e ambiziosi, di trovare delle persone che li aiutino a confrontarsi sia nel settore in cui vogliono lavorare sia nel settore finanziario. Devono guardare al mercato, capirlo e analizzarlo. Per quanto riguarda Oltre Venture, noi investiamo sulle start up che “pensano in grande”, vale a dire start up che abbiano una prospettiva di crescita molto elevata e quindi fonti di finanziamento. Detto questo, sono convinto che i giovani debbano essere attratti dal settore dell’imprenditoria sociale, per le potenzialità che offre.

Anna Turco

Intervista a cura di Anna Turco

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