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Marco Giacometti / Canna bì

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Canna Bì, la bevanda energetica al gusto di canapa e dal packaging a inchiostro termo-cromico. Intervista a Marco Giacometti

Parole: 834 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Marco, cos’è Canna Bì?

Canna Bì è una bevanda energetica, ma prima di tutto è un’idea: in un mondo dove i sapori degli energy drink sono molto simili, Canna Bì vuole distinguersi per il suo gusto originale, diverso e soprattutto buono.

Anche il packaging è particolare. Colori accesi e foglie che cambiano colore?

Abbiamo scelto il giallo, colore dell’estate e dell’energia. La lattina è satinata, con la linguetta nera per richiamare i colori del marchio. La foglia invece è realizzata con uno speciale inchiostro termo-cromico che diventa verde sotto i sette gradi.

Perché si chiama Canna Bì?

L’idea nasce dal sapore. La ricetta è composta da un mix aromatico, che ne determina un sapore di Canapa. Da qui è partita la ricerca del nome che doveva incuriosire e comunicare in modo chiaro e inequivocabile la novità.

Hai riscontrato problemi in Italia proponendo un prodotto con questo nome?

Ovviamente sì, ma davanti ad ogni problema si aprono opportunità. Abbiamo avuto modo di confrontarci sia con il Ministero della Salute, che verifica la conformità dell’etichetta, sia con lo I.A.P. (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) che vigila sul rispetto del codice di autodisciplina, permettendoci di garantire un prodotto che rispondesse correttamente ad ogni criterio richiesto.

Come e quando è nata questa idea?

L’idea parte da lontano, lavoriamo su questo progetto ormai da due anni. Alcuni ritengono che l’energy drink sia esclusivamente un prodotto funzionale e che per questo non debba necessariamente avere un buon sapore. È anche vero che pure i farmaci devono rispondere ad un aspetto funzionale, ma quante volte ci siamo trovati nella situazione di dover deglutire a forza un medicinale dal gusto terribile? E quante volte ci siamo chiesti: «ma perché non riescono a farlo anche buono?». Noi abbiamo voluto così creare Canna Bì, unendo l’aspetto funzionale ad un’esperienza che passa da uno dei cinque sensi: il gusto.

Chi partecipa a questa attività?

Siamo una piccola start-up con pochi mezzi, buone idee e tanta passione. Attualmente siamo solo io e il mio socio Andrea, ma ci stiamo avvalendo di collaboratori esterni, sia per la comunicazione che per la commercializzazione.

Ho visto sul vostro sito che vi siete dedicati a molte iniziative, anche sociali. È bello che una startup voglia essere sensibile a tematiche sociali, costruendosi così la propria identità. Quali sono i vostri principi e caratteri distintivi in un mercato così competitivo?

Bisogna essere dinamici, imparare ad ascoltare e capire quello che succede attorno a te. Il business non può essere solo una questione di ricavi, ma deve essere funzionale alle esigenze delle persone. Se non offri dei valori, se non hai una visione, se non hai una forte identità aziendale diventi una delle tante meteore.  L’essere umano ha bisogno di certezze, stabilità e prospettive, ma in un mondo che ti sconvolge, dove li cambiamento è all’ordine del giorno e le certezze evaporano come una goccia d’acqua nel deserto, cosa ti rimane? Bisogna ricominciare ad investire su noi stessi e sull’idea. Un sorriso o una stretta di mano valgono più che una firma su un pezzo di carta pieno di codici e cavilli. Occorre ascoltare ed aiutare chi ci sta vicino. Bisogna offrire prodotti che siano qualitativamente elevati, funzionali, pratici e a un costo accessibile. Noi crediamo che migliorare e semplificare la vita delle persone sia la strada giusta per contagiare positivamente il mondo.

Come vi state facendo conoscere?

La politica dei piccoli passi è la migliore. Devi conquistare il rispetto e la fiducia delle persone e allo stesso tempo soddisfarne le esigenze. Per fare questo devi essere presente, ascoltare i problemi e fornire soluzioni. La nostra comunicazione è affidata prevalentemente ad internet ed ai social media, ma il contatto umano non può e non deve essere sottovalutato. Anzi, vogliamo esaltare i rapporti umani, perché quando riesci a trasmettere i giusti valori al prossimo poi sarà lui stesso a trasmettere le tue qualità. Siamo convinti che il passaparola positivo, nato dall’esperienza nell’utilizzo dei nostri prodotti è una delle chiavi per il successo.

Quando parli di Canna Bì ti vedo raggiante, felice, ma ci sono stati anche momenti di sconforto?

In questi ultimi anni il mercato offre poco e quel poco è governato da variabili discontinue e disordinate. Il mondo attorno a noi sta cambiando e stiamo vivendo una rivoluzione che, ad oggi, non sappiamo dove ci porterà. Questo momento storico ha tolto l’entusiasmo nelle persone e ha insinuato la paura del rischio e questo purtroppo si riflette quotidianamente nelle relazioni con clienti, agenti e fornitori. Non è facile trovare persone che ti diano credito e ancora più difficile trovare persone disposte a mettersi in gioco, ma come ti dicevo prima, davanti ad un problema si creano opportunità. Noi ci siamo messi in gioco, convinti del valore del nostro prodotto, scegliendo di percorrere la strada della creatività produttiva come conseguenza della nostra missione ed in linea con la nostra identità aziendale.

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Maria Sole Farinelli

Intervista a cura di Maria Sole Farinelli

Studentessa in Relazioni Pubbliche e Comunicazione d'impresa presso l'università IULM di Milano. Collaboratrice per Expoven&C. s.n.c. eventi.

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