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Matteo Biasi / FlashBeing

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FlashBeing è esattamente quello che vorrei fare da grande. Intervista a Matteo Biasi. Entra in contatto con Matteo

Parole: 864 | Tempo di Lettura: 3 minuti e mezzo

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Ha creato dal nulla un Real Network, una nuova piattaforma che promette di essere un’innovazione forte nel mondo web: Matteo Biasi ha 19 anni ed è già amministratore delegato di FlashBeing, una realtà tutta nuova. Under 25.

Matteo, da studente di liceo ad amministratore delegato. Com’è successo?

Tutto ha avuto inizio tre anni fa. La mia passione per il web mi ha portato a chiedermi: perché, invece di avere sempre tante finestre aperte sui vari siti che utilizzo quotidianamente, non creare un’unica piattaforma che riunisca tutto insieme? Era l’idea, embrionale, di FlashBeing.

Come si è sviluppata poi questa idea?

I primi due anni sono stati una sorta di cavalcata in solitaria, a livello più che altro amatoriale. Stavo finendo il liceo e non avevo tanto tempo: per me era un hobby. Poi altri ragazzi, amici interessati al progetto, si sono aggregati e abbiamo cominciato a fare sul serio. Era necessario pensare all’acquisto di un server perché, contrariamente ai social network come Facebook, FlashBeing è più simile ad un sistema operativo. Quindi ci siamo messi a cercare degli investitori e la ricerca è andata meglio del previsto: dopo due mesi avevamo a disposizione circa 200mila euro.

Ci spieghi bene come funziona questo nuovo RealNetwork?

È un portale che mira a ridefinire l’esperienza di un utente nella rete, permettendogli di seguire con un unico prodotto tutti i contenuti più importanti del web e connettendo, grazie a nuove funzioni esclusive, il mondo virtuale con quello reale. La domanda motore di tutto è stata: ma dobbiamo veramente fare tutto ciò in questo modo? Fino ad oggi abbiamo dato per scontato che navigando in internet cerchiamo contenuti, visitiamo diversi siti, socializziamo nei social, aprendo una finestra dopo l’altra, in un modo generalmente dispersivo. FlashBeing (esistenza flash, antitesi di ‘human being’) vuole invece ridefinire da zero tutto questo, riunendo in un unico prodotto le più importanti funzionalità del web, aggregando i contenuti già esistenti e utilizzando la rete per svolgere particolari azioni nella routine quotidiana. In FlashBeing l’utente non naviga, accede immediatamente a tutto quello che il web ha da offrigli, risparmiando un’incredibile quantità di tempo e guadagnando finalmente il tempo per vivere la propria vita umana. Il web del futuro è personale, capace di adattarsi alle esigenze e alla personalità di ogni utente. È quindi con questo obiettivo che FlashBeing è stato sviluppato: siamo convinti che prima di tutto vengano le persone e la loro vita.

Parlaci un po’ di numeri…

Partiamo innanzitutto dal 17: è un numero ricorrente nella mia vita (sono nato il 17 dicembre) e per questo ho voluto fissare come data di presentazione della nuova piattaforma il 17 settembre. Naturalmente alle 17! A 12 ore dall’evento gli utenti erano già schizzati a 1400. Il dato odierno, in incremento, parla di 3500 utenti: ne è stato limitato l’inserimento per dare precedenza alla sistemazione dei bug di sistema. Il nostro obiettivo? Toccare i centomila entro l’anno. È a partire da questa cifra che potremo attuare uno dei business model previsti e cominciare a monetizzare. Nel frattempo i contenuti creati sono più di 75 mila, oltre 23 mila i messaggi inviati. Abbiamo anche già rilasciato un corposo update grafico. In queste ore inoltre ci stiamo preparando al lancio delle app ufficiali per iOS, Android e Windows Phone e al lancio di due nuove importanti features.

Come sei arrivato ad un progetto tanto ambizioso?

E pensare che ho iniziato ad usare Internet solamente al liceo. Prima, davvero, ero tutto fuorché un nerd. Amo stare all’aria aperta, camminare, fare sport qui a casa mia, a Bolzano: abbiamo una natura splendida, ancora adesso esco a fare camminate anche di 10 ore, oppure vado in bici. Detto questo, ho da sempre una passione per i telefoni cellulari e in passato intervenivo frequentemente su forum come Nokioteca: proprio il fondatore di questo luogo per appassionati della casa finlandese mi ha contattato e chiesto di scrivere ufficialmente per il blog. Mi sono appassionato e, lavorandoci, ho conosciuto WordPress, che mi ha ispirato per la creazione di un mio blog: MBBlog. È stato proprio con l’esperienza d’uso della rete che mi sono chiesto cosa potesse volere davvero un utente. FlashBeing nasce così: la complessità a livello tecnico della piattaforma ha fatto sì che ci lavorassi quasi giorno e notte: nell’ultimo periodo immediatamente precedente all’evento di presentazione arrivavo a dormire solo una o due ore in tutto il giorno.

Un ritmo frenetico, da manager a tutti gli effetti. Non ti pesa aver “perso” parte del tuo essere teenager?

Mi spiace dire spesso di no agli amici che mi chiedono di uscire, ma sono tutte persone mature e comprendono le mie esigenze. Il cambio di mentalità è stato veloce: ora non c’è vacanza, sono sempre impegnato a livello mentale e devo anche gestire altre persone. Non sono più un “ragazzo” e sono costretto a fissare in agenda i momenti in cui vedere i miei amici: no, non è facile. Ogni tanto vorrei tornare ad essere solo uno studente. Ma ambizione, determinazione e perseveranza sono da sempre i miei tratti distintivi: quello che sto facendo ora con FlashBeing è esattamente quello che vorrei fare da grande.

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Annalisa Celeghin

Intervista a cura di Annalisa Celeghin

Osservatrice con Pepe: inteso come quattrozampe di genere femminile. Binocolo su cinema, musica, marketing, cani e palestra, tutto in senso antiorario. Collaboro con il Mattino di Padova su cronaca, sport, cultura.

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