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Michele Servalli / Remmy

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Garantire la sicurezza dei propri bimbi in auto con un dispositivo per evitare di dimenticarseli. Intervista a Michele Servalli. Entra in contatto con Michele

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Michele Servalli, 47 anni, è CEO di Remmy Srl, un’azienda nata lo scorso settembre per commercializzare un dispositivo di sua invenzione per la sicurezza in auto dei bambini, sia durante gli spostamenti che nelle eventuali soste. Michele si definisce “imprenditore sin nel dna e papà a tempo pieno di Matilde. Faccio del gioco un lavoro e del lavoro un gioco e questo approccio mi sta guidando nella realizzazione di un progetto ambizioso che ha dentro la grandezza della vita, quella dei bambini”.

Michele, come è nato Remmy?

Nel 2008 ero in macchina con mia figlia di 3 anni e alla radio davano la notizia di una bimba morta per essere rimasta per ore dimenticata in auto sotto il sole. Mi chiesi come fosse possibile che succedessero queste cose. Il mio primo istinto mi portò a giudicare, poi pensai a quante volte mi ero trovato soprappensiero e capii che sì, sarebbe potuto accadere anche a me. Pensai che per evitare questo genere di tragedie sarebbe bastato un semplice dispositivo che segnalasse la presenza del bimbo a bordo nel momento in cui si spegne il motore. In pratica ipotizzai lo schema di funzionamento di Remmy ma non ci pensai più fino al 2013 quando un mio collega, Carlo Donati, riportò la notizia di una tragedia analoga, avvenuta a Piacenza. Carlo mi parlò di una possibile soluzione, praticamente identica a quella che avevo pensato 5 anni prima. Dopo aver appurato che non esisteva sul mercato nulla del genere, assieme a un amico ingegnere elettronico abbiamo capito che la nostra idea era fattibile e così è nato Remmy, un sistema semplice ed economico che può essere utilizzato su qualsiasi auto e qualsiasi seggiolino. Non necessita di alcuna manutenzione e non si può disattivare.

C’è davvero bisogno di uno strumento che ci ricordi di avere un figlio in auto?

I bambini vengono dimenticati in auto molto più spesso di quanto siamo disposti a credere, ma i media ne parlano solo quando l’evento si trasforma in tragedia. Nella maggior parte dei casi tutto si risolve in pochi istanti, o pochi minuti, magari mezz’ora. In certi periodi dell’anno però, anche pochi minuti possono bastare per causare danni irreparabili, se non le tragedie di cui troppo spesso sentiamo parlare (solo nelle ultime due settimane nel mondo sono morti per ipertermia 4 bambini). Non tutti sanno che in soli 10 minuti la temperatura all’interno dell’auto sale di 12/15 gradi. Ad ogni modo, anche se si interviene tempestivamente e non ci sono danni permanenti, rimane un forte trauma psicologico sia nel genitore che nel bimbo. E se per caso intervengono le forze dell’ordine a scongiurare il disastro, magari chiamati da passanti che si accorgono della situazione, scatta in automatico la denuncia penale. Sì, siamo convinti che sia necessario uno strumento come Remmy per evitare tragedie.

Oltre 42.000 persone hanno già firmato una petizione online che chiede che vengano resi obbligatori dispositivi per evitare queste tragedie (qui potete sottoscrivere la petizione on line. Sia in Senato che alla Camera sono arrivate già due proposte di legge in tal senso, ma in attesa che la politica faccia il suo corso, noi non ce la siamo sentiti di rimanere con le mani in mano e ci siamo buttati anima e corpo su questo progetto. E oggi finalmente esiste Remmy, un dispositivo che tutti dovrebbero avere e che già tanti genitori utilizzano per viaggiare più sicuri e sereni.
Naturalmente ci siamo documentati e abbiamo contattato psicologi e psichiatri per capire meglio come possa succedere. Tutti ci hanno confermato quanto il fenomeno sia diffuso e clinicamente documentato. Il cervello, per sua natura attiva una serie di automatismi che, in determinate condizioni ci portano ad agire senza pensare. Ad esempio guidando. Nessuno di noi pensa a tutte le operazioni che deve eseguire per guidare: spingere la frizione, il freno, l’acceleratore, ruotare il volante, etc. Quando entriamo in macchina tutti noi mettiamo “il pilota automatico” e, decisa la destinazione, semplicemente iniziamo a pensare ad altro. Nella maggior parte dei casi non succede nulla ma in determinate circostanze, per esempio con un bimbo piccolo in auto che, come spesso accade, si addormenta, può veramente succedere a tutti di dimenticarsene. Anche al genitore più amorevole e premuroso.

Come funziona Remmy?

Il funzionamento é semplicissimo: si inserisce una estremità nella presa accendisigari dell’auto e l’altra sotto la fodera del seggiolino. Tutto qui. Non è necessaria alcuna manutenzione; una volta attivato il dispositivo non dobbiamo fare assolutamente nulla: semplicemente verremo avvisati ogni volta che arriveremo a destinazione, immediatamente nel momento in cui spegneremo il motore, naturalmente solo se il bimbo è in auto. Da menzionare anche la funzione Alert: Remmy ci avvisa anche qualora il bimbo dovesse spostarsi dal suo seggiolino mentre siamo in marcia. Remmy è stato testato e provato da sicurauto.it e quattroruote che, a luglio 2014 pubblicherà un video che ha realizzato provando il prodotto.

Come avete trovato i finanziamenti alla vostra idea?

Stavamo predisponendo il business plan e il materiale per pubblicare l’iniziativa su una piattaforma di crowdfunding quando ci siamo detti: possibile che nella cerchia di amici non ci siano persone che potrebbero essere interessate? Ho fatto un paio di telefonate ed ho trovato immediato entusiasmo ed adesione. Ancor più dell’aspetto business, quello che hanno immediatamente colto i miei interlocutori è la consapevolezza che fosse una cosa importante, utile, e che se nessuno aveva prodotto qualcosa del genere, era necessario farlo. E in fretta. In una ventina di giorni ho raccolto l’adesione di 23 persone che di li a poco sarebbero entrate nella società costituita all’inizio di settembre.

Attraverso quali canali la promuovete?

Al momento il prodotto è in vendita solo sul web, tramite il nostro sito www.remmy.it, tramite la piattaforma Amazon e tramite un sito di e-commerce specializzato in articoli per l’infanzia (grazie a questo “partner” Remmy è già disponibile in 70 paesi del mondo). La promozione avviene sostanzialmente sul canale web; principalmente su facebook ma stiamo elaborando apposite campagne di Google Adword. Siamo presenti anche con campagne istituzionali su testate nazionali dedite al mondo dei bambini e delle mamme. Parallelamente, già da novembre 2013, data del lancio, abbiamo attivato un ufficio stampa per comunicare alle diverse testate la nascita di Remmy, il primo dispositivo in commercio per prevenire certe tragedie.  Il fatto è che esistono parecchi prototipi di prodotti che hanno lo stesso obiettivo, la stessa funzione, ma nessuno si è mai spinto come noi a dare risposte concrete, semplici e disponibili a tutti. Ultimamente abbiamo iniziato ad avvicinarci al mondo offline partecipando a due fiere specializzate nel settore articoli per l’infanzia: Bimbinfiera di Roma e Bolzano; inoltre stiamo valutando alcune proposte avanzate da distributori locali e nazionali, sia in Italia che all’estero.

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Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

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