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Plumake

3 minuti 513 parole

E se provassi a…? A volte basta una piccola idea per farti perdere la testa. Intervista a Riccardo Bertagnoli, Plumake.

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È proprio così che Fabio Righetti, Riccardo Bertagnoli, Davide Grobberio e Alberto Valente hanno cominciato a stampare una nuova realtà: Plumake. Abbiamo chiesto a Riccardo di raccontarci la loro storia.

Riccardo, cos’è Plumake?
Plumake è un’azienda appena nata che opera nel campo della stampa 3d e della ricerca e sviluppo per le aziende. Il nostro obiettivo è quello di sviluppare, produrre e commercializzare macchine per la prototipazione rapida in tempi brevi e a bassi costi.

Com’è nata quest’idea?
L’idea è nata circa due anni fa tra i banchi dell’università. Siamo stati ospitati dall’associazione Innoval dove abbiamo sviluppato il nostro modello di business e dove abbiamo trovato molti imprenditori disponibili ad aiutarci con la loro esperienza. L’azienda, invece, è nata concretamente solo il 12 dicembre 2013, poco più di un mese fa.

Qual è il valore aggiunto della vostra azienda? Ci sono molti concorrenti?
La nostra azienda unisce alla stampa 3d tutto il ramo di robotica che permette di offrire un servizio completo di prototipazione e di soluzioni alle aziende che vengono a richiedere il nostro servizio. In questi ultimi mesi si stanno sviluppando tante aziende che utilizzano stampanti 3d, ma noi ci stiamo differenziando perché offriamo anche una consulenza completa ai nostri clienti.

Tu, Fabio, Davide e Francesco siete ragazzi giovani che siete stati in grado di investire in voi stessi. Oltre all’eccitazione del creare un’azienda dal nulla a soli 20 anni, avete avuto dei momenti di difficoltà?
La fortuna di lavorare in un team giovane è l’entusiasmo che ci ha fatto sempre credere nel nostro progetto e nel voler trasformare la nostra idea in un’azienda.
Le difficoltà sicuramente non sono mancate. È servito soprattutto tanto sacrificio, oltre che tante nottate e domeniche di lavoro per arrivare fino a qui, ma siamo solo all’inizio e ci rendiamo conto che le vere difficoltà cominciano solo ora che ci confrontiamo con il mercato e con tutti i costi di gestione di una srl.

Come vi state facendo conoscere?
Ci stiamo facendo conoscere attraverso i social network, il nostro sito internet, le fiere di settore e andando a visitare personalmente le aziende. Infatti noi non vogliamo offrire un prodotto già finito, ma ascoltiamo i problemi degli imprenditori per poter proporre soluzioni tecnologiche integrate con la domanda del cliente.

Ho letto che vorreste aprire un FabLab. Di che cosa si tratta?
È il nostro progetto più bello. Assieme all’associazione Innoval vorremmo aprire un FabLab, cioè un laboratorio aperto, dove mettere a disposizione i macchinari per permettere a ragazzi giovani di realizzare le proprie idee.
Si possono organizzare workshop, corsi, seminari di ricerca che spaziano dal Design alla prototipazione elettronica e meccanica, dall’architettura all’innovazione industriale e in molti altri campi, oltre che organizzare attività didattiche per scuole e università. Con il FabLab potremmo promuovere la ricerca scientifica al fine di sviluppare nuovi modelli imprenditoriali sul territorio. Inoltre condivideremmo i nostri spazi con privati e aziende che vogliono utilizzarli per fare ricerca e sviluppo o corsi 
di formazione.

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Maria Sole Farinelli

Intervista a cura di Maria Sole Farinelli

Studentessa in Relazioni Pubbliche e Comunicazione d'impresa presso l'università IULM di Milano. Collaboratrice per Expoven&C. s.n.c. eventi.

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