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Premio Arte Laguna

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Da stagiste a imprenditrici: l’arte che genera lavoro è rigorosamente al femminile. Intervista a Laura Gallon e Beatrice Susa di Premio Arte Laguna. Entra in contatto con Beatrice e Laura

Parole: 1164 | Tempo di lettura: 4 minuti e mezzo

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Beatrice, web designer under 35, e Laura, manager e mamma, si conoscono durante uno stage presso un’agenzia di comunicazione.
Da un giorno all’altro lo studio chiude, lasciandole a casa senza preavviso. Dopo alcune settimane di incertezza e sconforto, stanche di aspettare che qualcuno le chiami per un lavoro, decidono di crearselo. Nasce così il loro Studio Arte Laguna (con uno staff tutto al femminile!) e l’omonimo premio internazionale di arte contemporanea che, da quasi dieci anni, può vantare di essere tra i premi italiani più rinomati per l’arte emergente.
La storia di due amiche e colleghe che, oltre a sfatare vecchie credenze – come la difficoltà per le donne di riuscire a fare impresa -, hanno saputo dimostrare che l’arte non è soltanto un tesoro da proteggere, ma un settore in grado di creare lavoro e, quindi, di smuovere l’economia.

Ragazze, qual è la vostra storia?

Arte Laguna si occupa di comunicazione da oltre dodici anni e tra i clienti dello studio ci sono molte gallerie d’arte ed artisti alla ricerca di visibilità attraverso la creazione di un nuovo sito internet o una campagna pubblicitaria. Questi rapporti lavorativi hanno spinto il nostro campo d’azione verso l’arte contemporanea, un settore di nicchia con propri meccanismi e strategie che ci ha permesso di conoscere bene sia gli artisti che le gallerie sempre alla ricerca di novità e di talenti.
Nel 2006 decidemmo quindi, in collaborazione con l’associazione culturale MoCA, di dar vita ad un concorso democratico d’arte contemporanea, per permettere agli artisti di avere visibilità ed entrare in contatto con la critica, le gallerie ed i curatori: è nato così il Premio Arte Laguna, che quest’anno è giunto alla sua nona edizione.

Di cosa vi occupate?

Il nostro è un lavoro creativo: ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo che stimola il nostro “fare” e ci rende appassionate in tutto quello che facciamo. Tutto l’anno ci occupiamo del Premio Arte Laguna collaborando con l’associazione culturale MoCA che ne gestisce l’organizzazione. L’organizzazione della Mostra d’Arte Contemporanea dei finalisti del Premio a Venezia rappresenta il massimo nell’organizzazione dei nostri eventi: le capacità di problem solving vengono messe a dura prova perché Venezia è unica anche per la sua logistica. Contemporaneamente curiamo le attività promozionali per i nostri clienti per i quali ci occupiamo dell’immagine, della comunicazione, di internet, dei social network e di qualsiasi attività pubblicitaria. A questo si aggiungono gli incarichi ed i progetti a livello Europeo, per gli Enti Pubblici quali la Regione Abruzzo, il Comune di Padova e la Regione Veneto.

Come mai avete deciso di chiamarlo Studio Arte Laguna?

Il nome dello studio Arte Laguna nasce dal fatto che il nostro ambito lavorativo è sempre stato fin dall’inizio il territorio veneziano, caratterizzato fortemente dalla presenza della Laguna, dalle arti e dalla cultura che lo permeano fortemente; inoltre il nostro payoff inizialmente era “realizziamo siti a regola d’arte” che poi nel tempo si è trasformato portandoci a lavorare direttamente dentro il mondo dell’arte.

Come vi siete fatte conoscere?

Il nostro veicolo principale è da sempre il mondo del web, di cui abbiamo seguito le evoluzioni, aggiornandoci costantemente; il passaparola dei clienti ha fatto il resto. Quando si soddisfano le aspettative, e i servizi offerti vanno incontro alle esigenze di chi si è rivolto a noi come consulenti di comunicazione e immagine, allora il word of mouth si genera automaticamente.

In cosa consiste esattamente il vostro Premio Arte Laguna?

Il Premio Arte Laguna è una realtà molto sfaccettata, abbraccia molteplici discipline delle arti visive, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla video arte, dalla performance all’arte digitale. È un contest internazionale che si rivolge ad artisti di tutto il mondo e questo ci permette ad ogni edizione di mappare lo stato dell’arte. Per gli artisti è una grande occasione poter essere selezionati da una giuria di professionisti e poter poi esporre in uno dei luoghi più famosi al mondo per l’arte contemporanea, l’Arsenale di Venezia. Il Premio Arte Laguna è cresciuto anno dopo anno coinvolgendo realtà poliedriche, fino alla creazione di un network che vede come protagonisti musei, fondazioni, festival e moltissime aziende che hanno deciso di partecipare attivamente alla realizzazione di progetti specifici.

Quali difficoltà avete dovuto affrontare per potervi mettere in proprio e diventare imprenditrici di voi stesse?

Le difficoltà ci sono ogni giorno, ma è anche questo che rende il nostro lavoro assolutamente unico! Siamo sempre riuscite a superare gli ostacoli circondandoci di persone che hanno saputo darci i giusti consigli e hanno lavorato con la nostra stessa passione. La nostra condotta è stata ambiziosa ma prudente, fatta di obiettivi raggiungibili e di piccoli passi verso una grande meta.

Come si fa a fare impresa con l’arte e la creatività oggi?

Ci vogliono idee e creatività. Noi siamo riuscite, attraverso il Premio Arte Laguna, a generare lavoro per laureati in economia e gestione delle arti, conservazione dei beni culturali, lingue, ma anche professionisti designer, architetti, e maestranze artigiane come falegnami, carpentieri, elettricisti, etc. Non bisogna vedere l’arte contemporanea o un evento culturale solo come un qualcosa da tutelare e proteggere, non siamo più nell’era dei papi mecenati o delle grandi corti europee: viviamo nell’era del digitale, della moltiplicazione e della velocità, anche l’arte fa parte di questo. Il mondo dell’arte è una dimensione di nicchia, ma non per questo si esime dai meccanismi che coinvolgono altri lavori, basti pensare a quante organizzazioni e agenzie lavorano ogni giorno con “l’arte” e agli artisti che riescono ad emergere ed esporre nei musei o spazi internazionali e ad entrare in importanti collezioni.

Il vostro è un team di sole donne. Quali sono le ragioni di questa scelta?

In realtà non è stata esattamente una scelta, è capitato: colloquio dopo colloquio il team è cresciuto e si è composto di professionalità femminili, in loro abbiamo incontrato le caratteristiche di cui avevamo bisogno. Le collaborazioni maschili ci sono comunque, ma sono prettamente esterne.

Che consiglio vi sentite di dare a dei giovani che vogliano fare impresa con l’arte?

Direi che è una sfida, come lo è anche per altri settori, ma se c’è creatività e tanta voglia di mettersi in gioco è assolutamente un settore che dà soddisfazioni. Tra le cose più importanti vi è il saper tessere delle buone relazioni e cercare l’originalità.

Progetti futuri?

Per il Premio Arte Laguna stiamo stringendo partnership con istituzioni italiane e straniere, ma anche private, crediamo che lavorare su entrambi i fronti sia necessario. Tra gli obiettivi vi è sicuramente la creazione di nuove residenze d’arte, la collaborazione con nuove gallerie e magari chissà con qualche museo. Il nostro obiettivo è offrire premi sempre più importanti e prestigiosi agli artisti.
Per quanto riguarda lo Studi, invece, la concorrenza nel mondo della comunicazione è forte, ma contiamo molto sulla nostra capacità di saper lavorare bene con la grafica e il web.

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Le foto sono di Alessandro Scarpa

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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