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RelaxComune

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Considerano la giunta comunale come un prodotto da vendere per migliorare la comunicazione dei comuni. Intervista a Mirco Moschini e Federico Zenari di RelaxComune

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Ho incontrato Federico e Mirco in un appartamento anni sessanta, bello e dalle scale pendenti, strutturato in quel modo un po’ strano e alle volte incomprensibile come capita di vedere nelle case di quegli anni.
Federico e Mirco sono una coppia ben combinata e a sentirli parlare viene da scommettere siano amici da una vita, sarà l’energia e l’entusiasmo che trasmettono o la carica ironica che hanno, stupisce quindi scoprire che è passato poco più di un anno dal loro primo incontro casuale ad una cena insolita.
L’obiettivo di RelaxComune, questo il nome del loro progetto, è quello di ristrutturare la città e il nostro Paese tramite lo strumento della comunicazione applicata ai Comuni, in modo da rendere più elastica, organizzata e trasparente la realtà delle pubbliche amministrazioni, ed io, che mi sono fatta raccontare da loro idee e prospettive, dico che ci credo e dà speranza vedere persone che ricominciano proprio là dove nessuno ha più né voglia né fiducia di mettere mano.

Come è stato che Federico e Mirco si sono trovati a collaborare insieme?
Durante una cena culturale molto noiosa abbiamo entrambi scelto di avvicinarci al tavolo degli alcolici per farci passare la serata, siamo rimasti subito attratti l’uno dall’altro, ci siamo messi a parlare e ci siamo resi conto di avere molti punti di vista in comune. Un pensiero su tutti era condiviso da entrambi, cioè che le pubbliche amministrazioni in Italia sono davvero, ma davvero pessime sotto l’aspetto della comunicazione. Diciamo che entrambi avevamo avuto per anni a che fare con questo ambiente, quindi le nostre critiche si basavano su esperienze fatte sul campo.

E quindi da questa constatazione condivisa cosa avete deciso di fare?
Il nostro progetto si chiama: RelaxComune e con esso ci proponiamo come agenzia di comunicazione specifica per le pubbliche amministrazioni, perché siamo convinti che i Comuni abbiano bisogno di un agente esterno che curi questo aspetto. Il Comune per noi è come un brand da far crescere e conoscere con trasparenza ai cittadini. Facciamo una comunicazione con impatto sociale, cioè una comunicazione sociale!

Come consigliate di agire ai Comuni?
I Comuni prima di tutto devono secondo noi cambiare la modalità ormai vecchia ed inefficace di selezione del personale basata ancora su concorsi pubblici. Dovrebbero infatti comportarsi più come un’azienda, fare cioè delle selezioni che valutino le capacità effettive della persona che andrà a rivestire un ruolo specifico all’interno della struttura. Deve esserci una strategia a lungo termine, che preveda per esempio formazioni periodiche e gruppi di lavoro che portino ad una maggiore cooperazione tra personale.

E come si inserisce qui il vostro lavoro?
Noi creiamo le basi, spieghiamo come ci si deve muovere dopo aver costruito un progetto su misura per il cliente in esame. I Comuni devono investire nella comunicazione, deve cadere la credenza che questo aspetto sia solo marginale e riservato ad altre realtà. Ovviamente per realizzare tutto questo serve un sindaco illuminato, un’agenzia di comunicazione può consigliare le linee da seguire ed aiutare nell’esame della situazione e dei bisogni, ma deve poi essere il sindaco stesso a decidere di agire.

Perché secondo voi un Comune dovrebbe rivolgersi ad una agenzia di comunicazione?
Perché è maturata ora più che mai la consapevolezza sia per cittadini che per i Comuni che serve trasparenza. La comunità deve sapere lo stato delle cose e il percorso e le attività delle varie associazioni presenti sul territorio. È l’unico modo per creare comunicazione, unione e soprattutto partecipazione.

Sintetizzando il vostro progetto?
Vogliamo far sì che la struttura sia in grado di agire con la massima trasparenza dell’informazione, creando una maggiore produzione e minore conflitto sociale. Utopia? No, basta muoversi bene, accompagnando il cliente e non dare nulla per scontato, ma farsi sempre molte domande su chi sia il cliente, cosa voglia e dove voglia arrivare, metterlo sempre in un discussione.

Qual è stato fino ad ora il riscontro che avete avuto con i Comuni?
Ci siamo presentati al sindaco di Valeggio sul Mincio in provincia di Verona, perché sapevamo le carenze che questo Comune aveva a livello di comunicazione, così abbiamo esposto il nostro progetto e il sindaco, essendo giovane ed aperto, ha deciso di affidarsi a noi.

Cosa avete fatto per il Comune di Valeggio?
Per noi il prodotto è la Giunta Comunale, quindi abbiamo prima di tutto ascoltato le persone che lavorano all’interno della struttura e ascoltandoli e conoscendoli abbiamo cercato di capire le criticità, gli obiettivi e le aspettative di ognuno di loro per poi estrapolare le priorità, i bisogni primari e le carenze della struttura.
Operiamo quindi sui punti deboli dell’organismo e l’obiettivo è di creare una migliore comunicazione all’interno della stessa struttura comunale, quindi tra le persone.
Per il Comune di Valeggio abbiamo inoltre svolto un’analisi su tutto ciò che gravita intorno alla struttura stessa, quindi siamo entrati in contatto con la comunità di Valeggio cercando di capire come venisse percepito il Comune dalla gente, abbiamo raccolto le diverse opinioni tramite dei questionari e poi, dopo averli fatti esaminare da esperti, abbiamo consegnato il resoconto al sindaco. Dopo un’analisi attenta, in cui il cliente viene “spogliato”, allora può iniziare la strategia.

Chi fa parte della vostra squadra di lavoro?
Siamo partiti in due e poi abbiamo una serie di collaboratori che cambiano in base ai progetti che si portano avanti. Lavoriamo quindi con gruppi temporanei di lavoro, ma l’obiettivo è arrivare a mettere in piedi una squadra definitiva e strutturata, una vera e propria azienda.

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(Le foto sono di Marcella Bianchi)

Marcella Bianchi

Intervista a cura di Marcella Bianchi

Facilmente classificabile come: 28 anni e laureata in Giurisprudenza. Cosa sono davvero, credo: contadina, cameriera, studiosa di me e di tutto quello che mi gira intorno. Mi piace creare connessioni tra le persone e intervistare la gente è un nutrimento per i miei sogni e i miei progetti

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