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567. Rita Loccisano / VisualFood

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Da un’idea ad un’azienda di 10 persone, una trasmissione su Sky e due libri. Rita Loccisano racconta l’idea di VisualFood. Entra in contatto con Rita

Parole: 1348 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Rita Loccisano, di origine calabrese e modenese di adozione, non è una chef, ma una visual food designer. Grazie a una grande passione per la decorazione del cibo è riuscita a inventarsi un lavoro fino ad approdare su Gambero Rosso Channel. Dalla creazione di un blog, “A mouse on the table”, alla nascita di un’azienda e di una nuova disciplina: il VisualFood.

Rita cos’è il VisualFood e su quali principi si basa?
Il VisualFood è una nuova disciplina che coniuga estetica e funzionalità dei cibi. I piatti vengono progettati e studiati anche nella loro presentazione. I principi del VisualFood sono raccolti in un decalogo. I fondamentali sono l’accessibilità, il non spreco, la coerenza. Il VisualFood è una disciplina accessibile a tutti, non serve essere artisti e non servono tanti strumenti per cominciare. Molte creazioni si possono realizzare con un comune coltellino o delle forbici. Le creazioni VisualFood sono piatti veri e propri, progettati per essere consumati e non solo ammirati. Già questa è una novità nel mondo della food art. Noi ci curiamo anche di riutilizzare, ove ci siano, tutti gli scarti di lavorazione, in modo che nulla finisca nella spazzatura.
Infine la coerenza: se una creazione nasce per essere mangiata allora deve essere anche buona e coerente con il momento del pasto in cui la servo; deve essere sicura perché deve essere mangiata e quindi niente stecchini nascosti o sostanze non idonee al contatto con gli alimenti.

Bouquet-di-tramezzini

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Quali sono le attività quotidiane di una VisualFood designer?
Personalmente lavoro su più fronti. Da una parte faccio ricerca, ad esempio sto portando avanti un grosso lavoro di codifica di nuove e vecchie tecniche che possono essere applicate al cibo e sto dando loro un nome. Dall’altra faccio sviluppo di nuove applicazioni del VisualFood. Abbiamo fatto molto per gli appassionati e la cucina casalinga, abbiamo dimostrato che VisualFood non è solo frutta e verdura, ma sono anche i piatti della tradizione e ogni tipo di prodotto che si possa portare in tavola. Ora ci stiamo indirizzando sui settori professionali. Nel 2016 uscirà il primo catalogo di corsi per i professionisti.

Come è nata la tua passione per la food decoration e l’intaglio?
Ho sempre avuto amore per il bello e decorare i cibi è stata una naturale conseguenza di questa mia passione. Ho studiato in passato moltissime tecniche di bricolage artistico: fiori di carta, fiori di stoffa, pittura, découpage, cartonnage e chi più ne ha, più ne metta. Ho sperimentato anche tutte le arti finora utilizzate sul cibo e ne conosco pregi e limiti. Per questo ho sentito l’esigenza di creare una nuova disciplina e coniare un nuovo nome per essa.

Quando e perché è subentrata l’idea del blog?
Mi trovavo negli anni del boom dei blog: c’era un blog su ogni tema. Sul cibo moltissimi. Ma non esisteva un blog che avesse come focus la sola presentazione dei piatti, che tuttavia stava diventando sempre più importante. Ed ecco trovato il gap da riempire, la mia nicchia. Il blog è stato determinante perché mi ha messo subito in vetrina. Senza bisogno di sponsorizzare i miei post, ma semplicemente condividendo i contenuti su alcuni forum e stando nei blogroll di molte influencer ho raggiunto ben presto un gran numero di utenti.

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Paesaggio-di-salumi

Il passo successivo è stato un canale YouTube, perché questa scelta e quali risultati ha portato?
Sì, è stato contestuale, visto che in quasi ogni mio post c’era un video tutorial. I miei contenuti erano un po’ particolari e fin da subito ho pensato che la maniera migliore per farli comprendere fosse il video tutorial. Secondo me era importante cogliere la manualità dei gesti e delle tecniche. Spiegarli solo con delle foto non sarebbe stato sufficiente. Questa scelta è stata premiante. In meno di due anni i miei video hanno raggiunto i tre milioni di visualizzazioni.

Quando hai capito che l’idea poteva rivelarsi vincente?
Quando i passaggi che mi ero prefigurata hanno cominciato a realizzarsi. Ho iniziato a tenere corsi per appassionati e corsi per professionisti presso enti di formazione. Avevo un contratto con un editore e il canale Easybaby stava mandando in onda una mia trasmissione per mamme e bambini. E avevo trovato un produttore disposto a produrre strumenti a marchio VisualFood.

Quali sono stati gli step ulteriori per sviluppare la tua nuova attività professionale?
Decisivo è stato l’incontro con il mio attuale socio e amministratore della società, Ennio Esposito. Si è subito innamorato del progetto e, grazie alle sue straordinarie competenze, ha portato una vision che ha di gran lunga ampliato la mia. Grazie a lui è nata una compagine sociale che ha permesso a VisualFood di diventare un’azienda e fare una crescita importante. Ora abbiamo un team di dieci persone che lavorano con noi e abbiamo fatto molti passi avanti: abbiamo pubblicato due libri, abbiamo una trasmissione televisiva su Sky (Gambero Rosso Channel, canale 412), abbiamo un sito bilingue con uno shop internazionale, abbiamo una rete di quasi 40 Visualfoodist in tutta Italia.

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Tulipomodori

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Hai preso parte ad un programma d’incubatore d’impresa. Ci racconti come è andata?
Ho sempre pensato di avere molto da imparare. Soprattutto se vuoi fare impresa, di imparare non smetti mai. Io ero da sola nel mio progetto e quindi dovevo occuparmi di tutto, dalla parte commerciale alla parte amministrativa, dalla parte creativa a quella operativa. Avevo già frequentato in passato dei corsi di formazione sul business plan e sul business model e mi erano stati molto utili. L’incubatore mi avrebbe dato sicuramente una marcia in più. Così ho presentato il mio progetto e la mia richiesta è stata accettata. Ero felicissima. Dopo qualche mese, in una lezione sulla Investor’s Readiness, conobbi Ennio.

Hai ideato anche la VisualFood Academy per diventare VisualFoodist. Ci parli di questa nuova professione e quali sbocchi professionali offre?
Visualfoodist è la crasi tra VisualFood e Specialist. Il Visualfoodist è l’esperto di VisualFood che applica le sue conoscenze in ambito lavorativo. Ad ora stiamo formando docenti, perché questa è stata la richiesta più forte arrivata dal mercato. Gli aspiranti Visualfoodist si rivolgono a noi per iniziare questo percorso di studi che può essere affrontato in classe oppure autonomamente a casa propria, grazie a delle videolezioni. Una volta finito il percorso si fa una giornata di formazione a Modena, nella nostra Academy, nella quale si riceve la giacca personalizzata e l’attestato Visualfoodist. Ogni VisualFoodist ha un codice e viene registrato nell’Albo Visualfoodist sul nostro sito. Abbiamo già quattro VisualFoodist esteri: due in Inghilterra, una in Germania e una in Spagna.

Quali sono i traguardi più importanti raggiunti e i prossimi in arrivo?
Il primo traguardo importante per me è stata la pubblicazione del nostro primo libro, lo scorso anno. Il manuale VisualFood. Creare, stupire, gustare è quasi il manifesto della nostra disciplina. Per questo motivo non abbiamo ceduto i diritti a nessun editore, ma ce lo siamo pubblicati noi (da Statuto siamo anche editori). Un altro passo molto importante è stata la serie televisiva in dieci puntate che sta andando in onda sul canale Sky Gambero Rosso Channel. La trasmissione, che si intitola “VisualFood”, ci sta dando molta visibilità e molte soddisfazioni, tant’è che abbiamo appena finito di registrare una puntata speciale sulla tavola delle feste e si parla di una seconda stagione. Sono felicissima, ovviamente.

I tuoi tre consigli per chi vuole intraprendere una nuova avventura imprenditoriale?
Crederci, avere pazienza e non smettere mai di imparare. Se ti lanci in un’avventura come questa devi essere un po’ amante del rischio, perché il percorso è lungo, faticoso e pieno di ostacoli. Un percorso del genere lo affronti solo se hai una passione smisurata per quello che fai e non importa se per quattro o cinque anni non riuscirai a fare vacanze, a cambiare l’auto, a rifarti il guardaroba. Le piccole conquiste quotidiane e il successo finale ripagheranno i sacrifici. Infine ci vuole umiltà, perché anche quando si è i primi e i più esperti nella propria materia, bisogna continuare a imparare dagli altri per poter crescere e lavorare in team. Da soli non si arriva da nessuna parte.

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Sonia Marazia

Intervista a cura di Sonia Marazia

Digital creative e content editor con una grande passione per la digital art. Credo nella forza della rete e della creatività condivisa, concepita come energia per progettare nuove idee e nuove strade.

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