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Salvo Presti

4 minuti 622 parole

Figlio, nipote e cugino di sarti. Da Acireale a Project Runway, il talent sul mondo della moda in onda su Fox Life. Intervista a Salvo Presti

Parole: 598 | Tempo di lettura: 2 minuti

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Salvo Presti è uno stilista, ha 33 anni ed è di Acireale, in provincia di Catania. Fin da subito si avvicina alla moda grazie alla madre e ai parenti sarti. Con tanta voglia di imparare, ancora oggi, decide di lavorare nella moda prima come stylist e poi come designer. È di poco tempo fa la decisione di partecipare a Project Runway, il talent show sul mondo della moda, in onda in questo periodo su Fox Life. Salvo è convinto che tutto possa essere fonte d’ispirazione per un creativo.

Salvo, qual è il tuo lavoro?



Tecnicamente dovrei essere uno stilista, praticamente non mi sento affatto di definirmi tale. In questo lavoro c’è sempre da apprendere e io mi sento di dover imparare ancora moltissimo.

Quando e perché ti sei avvicinato al fashion system?
Sono figlio di sarta, nipote di sarte, cugino di sarti, quindi l’amore per ago e filo è radicato nel mio DNA. Poi, da grande, questo amore si è tramutato in passione non solo per la sartoria, ma anche per il disegno, per la creazione, la progettazione e per il sistema moda in generale.

Qual è stato il momento in cui hai deciso di trasformare la tua passione in un lavoro?




Nel momento in cui, girando per strada con le camicie realizzate da me, la gente mi fermava per chiedermi dove le avessi acquistate. Quello è stato il segnale inequivocabile.

Dove trovi l’ispirazione?


Per un creativo o per chi crea in generale gli input arrivano nella maniera più disparata: dalla televisione alla musica, passando per cinema e Internet, ma anche libri d’arte, mostre e musei. Possono essere disperatamente cercati o anche arrivare in maniera inaspettata. Tutto può essere un input e tutto può darti ispirazione.

A chi sono rivolte le tue creazioni?


Non mi rivolgo ad un solo tipo di donna, tutt’altro. Cerco invece di progettare qualcosa che possa essere fruibile dal numero maggiore di donne, tentando sempre di mantenere grande sartorialità, ricerca nei dettagli e tessuti di alta gamma. Tutto condito da un pizzico di freschezza a attualità, altrimenti si rischia di fare un prodotto anacronistico lontano dall’odierno.

Quanto contano creatività e Made in Italy oggi?
Penso che creatività e Made in Italy viaggino sullo stesso binario di sartorialità, ricercatezza e tessuti di alta gamma.

Hai incontrato difficoltà nel tuo percorso?
Ci sono stati tanti ostacoli di varia natura che ho dovuto superare e tanti altri ce ne saranno. Ma se non ci fossero, tutto sarebbe troppo piatto. Gli ostacoli sono stimolanti, se affrontati come sfida personale ti spingono ad andare avanti e a vincere battaglie di ogni tipo!

Perché hai deciso di partecipare a Project Runway Italia?
Penso che certi treni vadano presi al volo e Project Runway è un treno ad alta velocità che per me rappresenta un’occasione di rivalsa verso una vita non facile e verso chi non ha creduto in me, ma rappresenta anche, e soprattutto, un giusto riconoscimento a livello personale. E poi sarà bellissimo rendere orgoglioso di me chi ha sempre creduto nelle mie capacità e chi mi ha sostenuto standomi vicino.

Quale consiglio daresti a chi fosse interessato a questo settore?
Come in tutti i settori la gavetta è indispensabile. A volte si pensa che cucire etichette, portare caffè o fare fotocopie sia inutile, invece è più formativo di quanto si possa immaginare. Parla uno che all’inizio della sua carriera ha passato un anno a confezionare cuscinetti per le fedi.

Progetti per il futuro? 


Nell’immediato spero di vincere la prima edizione italiana di Project Runway! Ma ci sono anche tanti altri progetti in corso.

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( Credits foto 1, 2, 3, 4: Project Runway Italia; Credits foto 5, 6, 7: Emanuela Tranchida)

Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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