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Sara Skull

4 minuti 617 parole

Vecchi dipinti, icone e atmosfere del passato rivivono nei suoi costumi. Intervista a Sara Skull.

parole: 628 | tempo di lettura: 3 minuti

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Lo spettacolo è il suo mestiere: non sopra a un palco, ma dietro le quinte. Sara Skull, 28 anni, ha trasformato la passione per il disegno, la storia dell’arte, il teatro e il cinema in un lavoro molto pratico e creativo, quello di costumista e lingerie designer e lo svolge da freelance, dopo il diploma all’Istituto di moda Burgo in design, modellistica e sartoria a Milano e un’esperienza “a bottega”, lavorando in una sartoria di costumi e imparando sul campo i trucchi del mestiere. Ago e filo alla mano, dà vita a personaggi e artiste di burlesque con gli abiti che realizza.

Sara, come hai scelto di diventare costumista?
Partendo dalla passione, e soprattutto studiando. Ho iniziato a studiare le diverse figure professionali che contribuivano alla realizzazione degli spettacoli con un’attenzione maggiore per il lavoro di ricerca artistico-iconografica e lo studio dei personaggi che facevano i costumisti insieme al regista e agli attori. Un interesse che è cresciuto sempre di più e che, unito al mio amore per il disegno e la pittura, mi ha portato a realizzare i primi bozzetti e a trovare un modo per confezionarli.

Come hai imparato il mestiere?
Il mestiere si divide in una parte teorica e una pratica. La parte teorica (ricerca iconografica, studio del personaggio, lettura del testo) la studio quotidianamente sui libri. La parte pratica (bozzetti, modellistica, confezione) l’ho imparata facendo un apprendistato di più di due anni in una sartoria specializzata in costumi storici e frequentando un istituto di moda, mentre lavoravo part time per pagarmi gli studi. Tutto ciò mi ha introdotto alla modellistica e alla confezione sartoriale, ma è stato in bottega che ho capito quale fosse davvero la mia strada e dove ho visto concretizzarsi tutto ciò che immaginavo e disegnavo.

Come risponde oggi il mercato per quel che riguarda il mestiere di costumista?
In una città come Milano il profilo di costumista è molto ricercato per quanto riguarda il settore della pubblicità, un po’ meno per lo spettacolo dal vivo che è quello in cui invece preferisco lavorare.

Con quali realtà lavori più spesso?
Realizzo frequentemente costumi per le performers burlesque, che richiedono abiti ispirati a un personaggio e a un determinato periodo storico, puntualmente decorati e confezionati su misura e in unico pezzo. Mi capita molto spesso anche di fare delle collaborazioni con fotografi per degli scatti in biancheria intima, un’altra mia grandissima passione.

Da dove trai ispirazione per i tuoi costumi? Dalle opere d’arte?
Più che ispirarmi alle opere d’arte studio quelle dove l’abito è ben dettagliato: ciò che indossa una persona dipinta in un quadro mi racconta di lei, la sua storia, la sua estrazione sociale, la sua salute, ma anche il periodo storico nel quale ha vissuto e cosa andava di moda in quegli anni.

Qual è il costume più bello e che hai realizzato e che ti ha dato maggiore soddisfazione?
Il costume più bello che ho realizzato è senza dubbio quello di Cleopatra per la performer burlesque italiana Cleo Viper. È ispirato alle interpretazioni di Theda Bara e Claudette Colbert nel ruolo di Cleopatra e ai costumi del primo decennio del ‘900, rispecchia le atmosfere noir di inizio secolo che caratterizzano il personaggio di Cleo Viper.

Progetti futuri?
Progetti futuri ce ne sono diversi, primo fra tutti un nuovo costume per Cleo Viper dove sperimenteremo un insolito materiale e delle nuove forme. Contemporaneamente alla mia attività di costumista porto avanti quella di designer di lingerie, recentemente ho iniziato lo studio dei prototipi della mia prima collezione che sarà completamente fatta a mano, realizzata interamente con tessuti italiani e per la quale sto studiando un pattern del tutto personalizzato.

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Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

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