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Sebastiano Zanolli

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L’unica maniera è provare, come quando si assaggiano cibi diversi e si capisce quali ci piacciono di più. Intervista a Sebastiano Zanolli. Entra in contatto con Sebastiano

Parole: 1125 | Tempo di Lettura: 4 minuti e mezzo

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Chi è Sebastiano Zanolli? È uno scrittore, uno speaker motivazionale e anche un manager. Ha lavorato per grandi marchi e aziende del fashion system, ma non solo. Oggi, oltre a tenere diversi corsi e conferenze su lavoro, realizzazione personale e consapevolezza delle proprie capacità, è consulente di direzione del gruppo Only the Brave/Diesel per le strategie di Employer branding. Nel suo sito scrive: “Ho sempre lavorato nell’area delle vendite e del marketing, accostando, anzi sovrapponendo il mio lavoro con la mia passione.
Sono stato fortunato nell’incontrare aziende e gente giusta e pragmatica, buona e dura, amorevole ma con senso pratico”. Ho conosciuto Sebastiano all’incontro organizzato da Fondazione Zoé “Passione e lavoro. La forza del talento” e con lui ho parlato proprio di questi argomenti.

Qual è il tuo lavoro?

Io non ho un solo lavoro, ma uno di questi è lavorare all’interno di un’azienda dove mi occupo di politiche che tendono a far star meglio il personale internamente. Per trovare un maggior equilibrio tra vita e lavoro e nei rapporti tra gli enti esterni e l’azienda in maniera che quest’ultima sia ben voluta e accettata. E poi c’è l’attività che svolgo in campo formativo tramite corsi, seminari e conferenze. Mi sposto spesso per cercare di divulgare alcune buone pratiche per vivere meglio.

Si parla tanto, soprattutto nel mondo anglosassone, di personal branding, secondo te in Italia il messaggio è già arrivato?

Sì, anche se sicuramente c’è ancora molto da fare, non tutte le aree del Paese sono sviluppate nella stessa maniera, ma c’è già tanto e soprattutto ci sono persone molto attive in questo campo, come Luigi Centenaro, un caro amico, che si dà molto da fare.

Che cos’è il talento?

Il talento è la capacità che hai di fare alcune cose particolarmente bene e soprattutto non ti costa tanto farle. Sono cose che fai volentieri, senza pensarci troppo. Il talento è una capacità innata che ha radici sia genetiche che ereditarie, magari sviluppate in un’età di cui magari non hai ricordo. Il talento ti permette di fare le cose meglio degli altri, ma senza lo sforzo che gli altri magari fanno. Ed è un bel vantaggio che può essere declinato in tante attività. Non c’è un unico campo d’attività, infatti non parliamo solo di musica, arte e moda perché il talento può essere qualcosa di molto più prosaico, di pragmatico.

Come si scopre il proprio talento e tu come hai scoperto il tuo?

Beh intanto bisogna vedere se io ho talento o se la mia è solo una passione. Se ipotizziamo che io sia in grado di fare qualcosa bene e che mi costi poca fatica diciamo che l’ho scoperto provando. L’unica maniera è provare, come quando si assaggiano cibi diversi e si capisce quali ci piacciono di più. Occorre cimentarsi.

Qual è la tua passione?

A me piace divulgare le cose, mi piace provare a ridurle in pezzi che siano masticabili e accessibili anche a persone che non hanno voglia di approfondire certi argomenti.

Secondo te perché molti vivono male il proprio lavoro?

Perché non l’hanno scelto. La vita non è uguale per tutti, quello che ti succede nella vita non è neutro, non può andare sempre tutto bene e non tutti abbiamo le stesse possibilità. La reazione che abbiamo di fronte agli avvenimenti è la cosa più importante, cioè la capacità di governare quello che pensi delle cose che ti accadono, è la vera panacea dei tuoi problemi. Se tu riesci a convincerti che tutto quello che accade ha un senso, glielo dai tu, sei il capo del mondo, o meglio del tuo mondo. C’è gente che ci riesce però per la grande maggioranza delle persone non è così. Non siamo capaci di governare sempre le nostre emozioni e i nostri pensieri. A parte uno come Mandela che sta in carcere 30 anni e ne viene fuori “bello fresco”. Noi non siamo così, se una cosa del genere capitasse a uno di noi, ci lasceremmo le penne. Perché per noi “normali” la vita non è uguale, spesso ti capita di essere incastrato in certe situazioni, non ce la fai e stai male. Invece alcune persone hanno altre possibilità. Noi normali, che non riusciamo a governare bene le nostre emotività, le nostre emozioni, i nostri pensieri, dobbiamo puntare un po’ sulle nostre capacità e un po’ su quello che ci capiterà.

Quanto sono importanti le relazioni interpersonali in azienda?

Sono molto importanti.

Oggi però, complice il digitale, la situazione è cambiata, molti lavorano da casa, i posti di lavoro fisici si stanno riducendo, che cosa è cambiato?

Se si smaterializzano i posti di lavoro cambiano moltissimo le relazioni, nel senso che se tu fisicamente non ci sei, ti manca tutto quanto l’intorno della comunicazione. Se tutto si riduce a una mail è chiaro che cambia tutto. Come l’acquisto fatto online è diverso dall’acquisto nel punto vendita fisico. Però se scompaiono i posti di lavoro, per come li intendevamo una volta. vuol dire che devi inventarti un mondo nuovo in cui avere relazioni. Quindi, per esempio, ci sarà più tempo per stare con tuo figlio e partecipare a tante altre situazioni.

Qual è la Grande Differenza?

L’accezione del libro (Sebastiano ha scritto il libro “La grande differenza. Una mappa utile per raggiungere le proprie mete”, ndr) rappresenta un concetto generico: dove sta la tua felicità? Dov’è la tua tranquillità? Dov’è che tu riesci a fare la Grande Differenza per stare meglio? È un concetto che si applica un po’ a tutto, cioè dov’è che tu fai una Grande Differenza rispetto a qualsiasi altra cosa. È un concetto enorme, trasversale che, se ti interessa, puoi applicare nel tuo lavoro o nella tua vita affettiva, nel rapporto coi tuoi cari. O nella tua passione. Dove ti senti vivo fai la Grande Differenza.

Hai una persona che ti ha lasciato un insegnamento particolare, magari un tuo professore?

Ho sempre avuto molto rispetto per i miei professori nel senso che mi è sempre piaciuto trovarmi davanti qualcuno che mi spiegasse le cose. Ci sono molte cose che mi sono state dette con cui ero in accordo e altre in disaccordo. Ricordo il mio professore di Storia e Filosofia che aveva una grande capacità di farti amare quello che spiegava, lo stesso la mia maestra delle elementari.

E nel lavoro?

Ho trovato tanta gente nel mondo del lavoro che mi ha insegnato qualcosa. Io ho passato molto più tempo in questo mondo dove ho trovato dei maestri, nel loro campo specifico, che mi hanno insegnato tanto e avevano ragione su tante cose.

Progetti futuri?

Mi piacerebbe scrivere un libro sulla mia esperienza lavorativa. Mettere insieme tutto quello che mi è successo in 25 anni di lavoro, quello che ho imparato e quello che non ho imparato.

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(Le prime 3 foto sono di Yorick Photography)

Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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