CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

573. Silvia Coluccelli

5 minuti 975 parole

Quando si guardano le proprie foto c’è sempre una componente emotiva che pregiudica le nostre scelte. Intervista alla fotografa Silvia Coluccelli. Entra in contatto con Silvia

Parole: 969 | Tempo di lettura: 3 minuti

silvia2

Parrucche, inventiva e due grandi capacità: mettersi continuamente in gioco e saper cogliere le giuste emozioni nei volti dei piccoli protagonisti. La fotografa Silvia Coluccelli con i suoi bellissimi scatti fotografici è riuscita a cambiare vita professionale ed ora ci svela il backstage della sua strada da Kids Photographer

Silvia, ci racconti qualcosa di te prima di diventare fotografa?
Prima di intraprendere la strada delle fotografia lavoravo come disegnatrice tessile jacquard, lavoro per il quale avevo studiato e che mi piaceva, ma che con il passare del tempo non riusciva più a darmi le soddisfazioni che cercavo.

Quando e come hai capito che la fotografia era la tua strada?
Inizialmente per me era la passione della “domenica”. Trascorrevo i miei fine settimana all’insegna della continua ricerca e sperimentazione, affamata di immagine e fotografia. Ok, devo ammettere che i risultati non erano dei migliori! Nonostante questo non mi arrendevo e continuavo imperterrita con le mie ricerche fotografiche.

silvia_coluccelli_014

silvia_coluccelli_016

Qual è stato l’input più forte che ti ha portato al cambiamento?
Avevo 24 anni e la passione era davvero forte, talmente intensa che mi sono detta “perché non provare a trasformare questa mia passione in una professione?”. Ero giovane, volevo tentare di trasformare un mio sogno in una concreta realtà.

Individuata l’idea, come hai concretamente trasformato la passione in professione?
Decisi di lasciare il lavoro (dove ricoprivo una buona posizione e un contratto a tempo indeterminato) e, contro tutto e tutti, decisi di iscrivermi ad una scuola professionale di fotografia. Non avevo abbastanza soldi, e non potevo permettermi di contare sull’aiuto di nessuno. Lavorai un altro anno per metter da parte quel che mi occorreva per iscrivermi alla scuola di fotografia che, oltre ad essere privata, era ovviamente cara.

Le difficoltà più grandi affrontate prima di riuscire ad affermarti?
Ho iniziato a lavorare seriamente come fotografa quando mi sono trasferita all’estero.
Mi sono creata una fitta rete di contatti, combattendo con la mia timidezza, creato un portfolio, fatto mille telefonate e alla fine a furia di insistere, lavorare 20 ore al giorno, dormire poco e credere in ciò che facevo, ho trovato la mia strada.

silvia_coluccelli_011

silvia_coluccelli_012

silvia_coluccelli_013

Quando e perché hai deciso di specializzarti nella moda bambino?
Quando studiavo fotografia non avrei mai e poi mai pensato di potermi specializzare nella fotografia bambino. Non per altro, semplicemente non ci avevo mai pensato. Poi un giorno mi si è presentata un’occasione di poterlo fare. Durante e dopo il servizio mi sono talmente divertita che ho deciso che quella doveva diventare in assoluto la mia strada.

Aspetti positivi e negativi di una “giornata tipo” da kids photographer?
Sto pensando agli aspetti negativi ma al momento non me ne vengono in mente! Forse la tensione prima di iniziare un lavoro, magari con un cliente nuovo, oppure la tensione di non riuscire a realizzare determinate situazioni fotografiche… ma penso che questo faccia parte della normalità della giusta tensione che ci vuole per affrontare ogni giornata con la spinta giusta.
Per il resto lavorare con i bambini e vederli sorridere è sempre un’esperienza straordinaria! Non so quanti altri lavori mi permetterebbero di indossare parrucche colorate e di divertirmi mentre lavoro.

Il tuo portfolio è ricco di lavori per importanti aziende (Versace Young, Novalac Menarini, Brums, MCS, Fiat 500 Kids, Vogue Bambini, Donna Moderna, Gioia Bambino, Enfants Terribles Magazine e altri) quali sono le città che offrono più possibilità lavorative per il tuo settore?
Per quanto riguarda la mia specializzazione Milano offre tanto per la moda ma diciamo che nella maggior parte delle capitali europee la fotografia moda bambino è presente, seppur con caratteristiche diverse.

silvia_coluccelli_004

silvia_coluccelli_008

silvia_coluccelli_009

Parliamo di social network e strumenti di condivisione digitale. Quali utilizzi e quanto sono importanti per sviluppare il tuo personal branding?
Sono iscritta a diversi social network, da Facebook, a Twitter, a Instagram… ma a dire il vero non dedico ai social  il tempo che necessitano per poter funzionare bene ed avere dei ritorni. Ho un nuovo sito e un blog. Quest’ultimo ce l’ho da quando ho iniziato l’attività. Quando rileggo i primi post torno indietro nel tempo ed è come rivivere i miei primi passi… Mi faccio tenerezza da sola!

Gli obiettivi più importanti raggiunti e i progetti futuri?
L’obiettivo maggiore raggiunto è sicuramente quello di esser riuscita a dedicare la quasi totalità della mia professione alla fotografia moda bambino.
Per quanto riguarda il futuro spero che in un mercato come questo, in cui le cose cambiano in continuazione e si sente sempre un senso di instabilità, di riuscire a crescere ancora, imparare tanto e di riuscire a concretizzare collaborazioni con nuovi clienti.

Ci sveli i tuoi consigli per preparare un portfolio efficace?
Per alcuni la fotografia può sembrare una professione che tutti possono fare (basta solo guardarsi intorno per vedere quanta convinzione ci sia nel considerare fotografo qualunque persona porti al collo una reflex o uno smartphone). La professione di fotografo, fatta bene, è molto diversa.
Non si tratta solo di fare “belle foto” ma si tratta di acquisire consapevolezza in ciò che si sta facendo. Per fare questo non servono solo nozioni teoriche ed essere aggiornata sull’ultimo modello di macchine fotografica uscita. La fotografia è come un sentimento che scaturisce dal profondo, da cose che sono intrinseche dentro di noi che si trasformano in immagine.
Per questo quando si realizza un portfolio bisogna essere in grado di selezionare foto che raccontino qualcosa di noi.
Fotografie che rappresentano un nostro determinato linguaggio e che parlino di noi come persona ma specialmente di noi come fotografi.
Non è semplice, poiché quando si guardano le proprie foto c’è sempre una componente emotiva che pregiudica le nostre scelte, giuste o sbagliate che siano. Ad ogni modo un portfolio ben fatto (e stampato) è un ottimo mezzo per farti percorrere strada.

silvia_coluccelli_001

silvia_coluccelli_002

Sonia Marazia

Intervista a cura di Sonia Marazia

Digital creative e content editor con una grande passione per la digital art. Credo nella forza della rete e della creatività condivisa, concepita come energia per progettare nuove idee e nuove strade.

Lascia un commento