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Spreaker

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Anche Irene Lamedica e Alessio Bertallot l’hanno scelta dopo essere stati cancellati dai palinsesti di Radio Rai. Intervista a Tonia Maffeo di Spreaker.

Parole: 1188 | Tempo di lettura: 4 minuti

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Spreaker è la prima start up italiana che permette a chiunque di poter andare in onda con uno show radiofonico personalizzato. Abbiamo intervistato la community manager Tonia Maffeo.

Tonia, cos’è Spreaker?
Spreaker è un’applicazione web e mobile che riunisce creatori audio e i loro fan attraverso sofisticati strumenti di trasmissione e social network. Spreaker permette ad artisti, conduttori radiofonici o semplici appassionati di trasmettere i loro spettacoli, tracce e playlist agli ascoltatori di tutto il mondo. Gli utenti possono accedere alla console DJ tramite il sito o le sue applicazioni mobili, e possono scegliere di caricare materiale pre-registrato o trasmettere i propri contenuti dal vivo, mescolando la loro voce con brani ed effetti sonori. L’applicazione semplifica anche il processo di distribuzione, consentendo una facile condivisione su tutti i principali social network, siti web e blog.

Com’è nata l’idea?
Spreaker è nata dall’idea di Francesco Baschieri, attualmente amministratore delegato, un ingegnere informatico che, prima di intraprendere la sfida di Spreaker, gestiva un’azienda che si occupava di marketing tramite bluetooth. Francesco e i suoi soci stavano già monitorando lo sviluppo del mercato audio online e si erano resi conto che non esisteva nessuno strumento che permettesse di andare in onda, come accade in radio, in maniera semplice. Da lì è nata l’idea di creare un’applicazione web e mobile, che permettesse di pubblicare contenuti audio con le stesse modalità di Facebook e Twitter. Un’app che consente di caricare il proprio palinsesto radiofonico o i propri brani inediti con un solo click.

Quali sono le tappe principali che avete percorso?
L’idea è nata tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Nel 2010 abbiamo pubblicato prima la versione beta e poi la versione ufficiale attraverso la piattaforma online. Nello stesso anno abbiamo ricevuto il primo finanziamento ad opera di IAG, Italian Angels for Growth, che ci ha permesso di investire nelle risorse umane e di lavorare più sul prodotto e sulla comunicazione. L’anno dopo abbiamo ricevuto un secondo finanziamento dalla IAG e dal Fondo Ingenium dell’Emilia Romagna, che ha permesso a Spreaker di piantare la sua bandiera anche negli Stati Uniti. Francesco è partito alla volta di San Francisco per cercare contatti e migliorare lo sviluppo della piattaforma.

Com’è iniziata la tua avventura in Spreaker?
Dopo la laurea in Lingue e Comunicazione all’Università di Bologna ho fatto un Master in Innovazione e New Economy. Ero alla ricerca di un lavoro, non sapevo se rimanere in Italia o se trasferirmi all’estero. Un giorno sono stata chiamata da Spreaker per un colloquio e da lì è iniziata l’avventura.

Com’è stato l’inserimento in un contesto lavorativo nuovo e così distante dai tuoi studi?
La mia vita è cambiata totalmente. Non avevo mai approcciato questo tipo di lavoro e ho dovuto reinventare tutte le conoscenze acquisite negli anni della formazione. Avevo un’impronta essenzialmente umanistica e ho imparato come funziona il mondo del web studiando da autodidatta. In breve tempo sono diventata community manager per Spreaker.

Cos’è un community manager?
È una figura che si occupa della gestione di una comunità virtuale e si occupa di social media marketing, monitoraggio della reputazione online, digital public relation e attività di buzz. Inoltre si occupa della gestione dei social network aziendali, del customer service e del support. In realtà poi, stando in una start up si impara veramente a fare di tutto, un’esperienza del genere la consiglio vivamente: vale più di tutti gli anni trascorsi sui libri.

Perché avete deciso di trasferirvi a Berlino?
Eravamo tutti molto dislocati, chi a San Francisco, chi a Bologna, chi a Rimini. Così, per lavorare meglio, abbiamo pensato di riunirci tutti a Berlino, che è un po’ la San Francisco europea delle start up. Tuttavia io non lavoro in pianta stabile a Berlino, viaggio tra Germania e Italia per mantenere i contatti con il nostro paese. È il posto da cui siamo partiti e vogliamo mantenere una presenza importante.

Quali difficoltà avete dovuto affrontare?
Essenzialmente due: trovare finanziamenti per avviare la nostra start up e cercare degli sviluppatori abili, che potessero trasformare le nostre idee in un prodotto concreto, capace di imporsi in un mercato molto competitivo. Anche per questo motivo abbiamo pensato a Berlino, dove l’interesse per la tecnologia e le start up in generale è molto maggiore rispetto all’Italia.

Cosa vi differenzia dai vostri competitor?
La prima cosa che ci differenzia è la possibilità che noi diamo a tutte le persone di andare in onda live con i loro contenuti. Spreaker racchiude in un unico prodotto varie opzioni: andare in diretta senza nessun supporto tecnico supplementare, semplicemente da web o da mobile tramite app iOS e Android. Non servono microfoni aggiuntivi, basta quello interno al PC o allo smartphone e una normale connessione internet. Si può andare in onda in tutto il mondo, in quanto la distribuzione dei contenuti audio è automatica su social network, blog, iTunes e Youtube.

Quali contenuti audio è possibile caricare sulla vostra piattaforma?
Qualsiasi tipo di contenuto audio: streaming live di un concerto, reporting di un evento o di avvenimenti politici e manifestazioni. Artisti, radio presentatori e cantanti possono caricare tracce audio e podcast e, in generale, tutto ciò che riguarda l’audio a 360°.

Come funziona il processo di creazione e pubblicazione?
Il procedimento è molto semplice. Prima di tutto è necessario iscriversi alla community di Spreaker con una mail o tramite il Facebook o Twitter connect. L’utente viene reindirizzato alla pagina di creazione dei contenuti di Spreaker, dove, dopo aver inserito il titolo del contenuto che vuole produrre, inizia la registrazione. Infine con un semplice click l’utente può mandare in onda il proprio contenuto, rendendolo così disponibile a tutti i membri della community.

Cosa vi permette di guadagnare?
Essenzialmente attraverso i diversi pacchetti di abbonamento, da quelli free ai premium. Questi ultimi offrono maggiore tempo di trasmissione, maggiore spazio di memoria, maggiori strumenti per personalizzare i podcast e la possibilità di inserire mini spot.

So che avete iniziato delle importanti partnership. Di cosa si tratta?
Abbiamo iniziato un progetto con iHeartRadio, di Clear Channel, una delle più importanti piattaforme di streaming radio degli Stati Uniti . Spreaker e iHeartRadio hanno integrato i propri servizi, creando una nuova funzionalità per dare ai conduttori di talk show la possibilità di brillare davvero sotto i riflettori. Con iHeartRadio Talk gli host possono presentare i loro spettacoli che, se selezionati, verranno pubblicati accanto a nomi di fama internazionale nell’ambito della radiofonia e non solo.
Inoltre personaggi del calibro di Alessio Bertallot e Irene Lamedica, dopo aver visto i loro programmi radiofonici cancellati dal palinsesto di Radio Rai, hanno scelto Spreaker per continuare a trasmettere contenuti e per dare libero sfogo alla loro passione.

Progetti per il futuro?
Sicuramente vogliamo diventare la piattaforma audio di riferimento sul web. In secondo luogo vogliamo migliorare l’applicazione per Android e iOS, per rendere ancora più facile e immediata la creazione e la trasmissione dei contenuti audio. Infine vorremmo sostenere gli artisti indipendenti, dando loro la possibilità di utilizzare Spreaker come vetrina e trampolino di lancio nel mercato musicale.

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Roberta Stefania Ranzani

Intervista a cura di Roberta Stefania Ranzani

Vive a Milano dove studia Relazioni Pubbliche e Comunicazione d'Impresa presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM. Ama viaggiare ed è appassionata di danza e canto. Nel tempo libero si dedica al cake design.

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