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Startempo

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Startempo trasforma il volontariato in gioco. Intervista ad Alessandro Bodo

Parole: 985 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Ognuno, nel suo piccolo, con un po’ di tempo e un pizzico del proprio talento, può fare la differenza nella vita degli altri. Questo è il motore che ha mosso la creazione di Startempo.
Nel maggio 2013 Sofia Spiga, Alessandro Bodo e Luca Violetto si stavano interrogando su quale potesse essere una soluzione per migliorare l’ambiente in cui lavoriamo e viviamo. Dopo 4 mesi sono arrivati all’idea di un sistema che permettesse alle persone di donare liberamente le proprie competenze e risorse agli altri e hanno dato vita al progetto.

Alessandro, che cos’è Startempo?
Startempo è una piattaforma web che permette di rendere pubblici e visibili a tutti bisogni e competenze, incentivandone lo scambio attraverso una moneta virtuale denominata Star.
Abbiamo pensato di costruire uno strumento gratuito e a disposizione di chiunque. Uno strumento che dà a tutti noi il potere di fare la differenza nella società in cui viviamo.
Un segnale forte per dire: basta lamentarci di quello che non va, ora abbiamo la possibilità di esprimere ciò di cui abbiamo bisogno e tirarci su le maniche per aiutarci reciprocamente, per ritrovare serenità, benessere e quel senso di comunità che abbiamo ormai perso.

Qual è l’idea che ha dato il via al progetto?
Abbiamo pensato che nel nostro territorio (e nelle varie comunità del mondo) esistono persone, aziende, organizzazioni pubbliche e non profit con specifiche esigenze ma che spesso non hanno le competenze interne o il budget per soddisfarle. Allo stesso tempo ci sono altrettante persone, aziende e organizzazioni che hanno specifiche competenze e risorse ed un po’ di tempo libero da dedicare agli altri. Questi due mondi spesso nel mondo reale non si incontrano.

Avete riscontrato dei problemi nell’avviare il sito?
Certamente, ma questo fa parte dell’avvio di una startup. È il come li si affronta che fa la differenza! L’approccio di Lean Startup ci permette di essere flessibili e veloci. L’ascolto e la continua interazione con i nostri primi utenti serve a raccogliere feedback preziosi al miglioramento della piattaforma e delle dinamiche che ne vengono generate.
Visto il budget limitato, i primi problemi si sono rivelati nella lentezza della piattaforma e in qualche baco nel suo funzionamento.

Le persone che utilizzano il vostro servizio si incontrano anche nella vita reale o esclusivamente online?
Per troppo tempo abbiamo assistito a una separazione tra online e offline. In molti casi si è creata una dicotomia tra vita reale e identità online. Noi abbiamo fortemente voluto unire questi due mondi che devono coesistere e diventare un tutt’uno, l’uno l’estensione dell’altro.
Un utente si può iscrivere a Startempo e raccogliere o scambiare informazioni online, ma poi il vero valore viene creato offline con l’incontro effettivo delle persone.
Startempo quindi si pone come intermediario, punto di riferimento per far incontrare domanda e offerta di tempo, competenze e risorse.
Stiamo inoltre ricercando delle figure nel territorio che possano essere gli ambasciatori di Startempo in una determinata area. Si tratta di volontari che fanno da community manager sia online ma soprattutto offline, aiutando i concittadini ad usare Startempo e promuovendo la cultura del donarsi agli altri. Missione per altro della neonata associazione di promozione sociale “StarTempo” che, oltre a gestire e a sviluppare il social network, promuove la logica di scambio reciproco anche nel territorio.

Quali sono le attività con maggior richiesta?
Le richieste sono spesso di tipo formativo: corsi di formazione, ripetizioni per imparare a fare qualcosa di nuovo o migliorarsi in una determinata competenza. Ad esempio molte persone vogliono migliorare una lingua straniera o imparare a suonare uno strumento.
Inoltre, c’è un numero di persone che si iscrive per mettersi a disposizione degli altri e ancora non ha chiesto niente: spesso è difficile chiedere agli altri di fare qualcosa per noi gratis, è più facile proporsi di aiutare gli altri che chiedere.

Che aspettative avete per il futuro?
Siamo molto ambiziosi, abbiamo nella nostra testa una sorta di roadmap del progetto che si sta realizzando. Abbiamo pubblicato una prima versione di Startempo che verrà in futuro migliorata in base ai feedback e alle richieste degli utenti.
Ci aspettiamo di raggiungere un gran numero di utenti con un bel po’ di passione e coraggio: i nostri “early-adopters”. Sono persone che si appassionano per il progetto e ci aiutano a diffonderlo nelle varie comunità di appartenenza. In secondo luogo ci aspettiamo l’arrivo di uno o più finanziatori. Finora abbiamo fatto tutto con il nostro tempo, le nostre competenze, i nostri sacrifici e un po’ dei nostri risparmi. Siamo soddisfatti di dove siamo riusciti ad arrivare con le nostre forze, ma è arrivato il momento di fare un bel salto in avanti, e per fare questo avremo bisogno di denaro per ricoprire le attività necessarie a rendere Startempo il punto di riferimento per il mondo di chi vuole fare volontariato.

Cosa consigliereste a chi, come voi, vorrebbe aprire una start up?
Che non è un gioco. Anche se lo può sembrare nei primi mesi, non si tratta certo di una attività che fai solo quando hai tempo o voglia. Non è una cosa per il tempo libero, ma diventa una attività principale a tutti gli effetti. Un progetto di startup è impegnativo, dà molte soddisfazioni, ma ti tiene sveglio parecchie notti e chiuso in casa per troppi weekend. Mette a dura prova la perseveranza e la testardaggine che una persona può mettere in un progetto.

Ed alcuni elementi fondamentali per arrivare al successo?
Innanzitutto una passione sfrenata per il progetto. Inoltre sono fondamentali una disponibilità fuori misura per fare sacrifici in nome del progetto (sacrifici economici, di vita sociale, di vita di coppia, di ore di sonno mancato), una o più competenze specifiche che ti legano al progetto, un importante network di contatti personali e infine è fondamentale la capacità di creare un team vincente.

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Nicole Bruschi

Intervista a cura di Nicole Bruschi

Laureanda in Comunicazione, media e pubblicità presso l'università IULM di Milano. Ama la creatività in tutte le sue forme e aspetti. Tra cinque anni si vede Globe-trotter, alla ricerca di storie da raccontare.

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