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629. Stefano Cazzaro / Còlere

4 minuti 652 parole

Stefano, che cos’è Còlere e come è cominciato?

Còlere è nata dopo la mia partecipazione al concorso “Hack the Expo”, organizzato da Wired. Era ottobre del 2014, il progetto era diverso, ma l’idea alla base era la stessa: creare un cambiamento dell’offerta culturale in Italia.
L’idea era arrivata in finale, e questo traguardo mi aveva convinto che il progetto potesse funzionare. Di lì a poco ho cominciato a cercare collaboratori: hanno raccolto la sfida Enrico, consulente marketing, che ha trasformato il progetto in una realtà pronta per il mercato; Laura, la mia compagna, che si occupa di comunicazione digitale e che cerca quotidianamente di raccontare al meglio la nostra innovazione; Vittorio, fotografo che cura la veste grafica dei nostri social; Karen, esperta d’arte che si occupa di associare gli eventi culturali ai diversi ambiti (pittura, scultura, arte contemporanea) e alle diverse correnti artistiche (pittura medievale, scultura rinascimentale, installazioni, eccetera); senza dimenticare i soci finanziatori che hanno dato supporto economico a Còlere.

Insieme abbiamo creato la prima start up in Italia che valuta e consiglia mostre d’arte e che in un prossimo futuro si occuperà di diversi tipi di eventi culturali. Nella nostra piattaforma tutti gli eventi hanno un punteggio totale e tre punteggi parziali, che sono assegnati da un algoritmo, sviluppato in due anni di lavoro. L’algoritmo valuta gli eventi in base a 75 criteri come ad esempio l’importanza degli artisti, la curatela e il contesto che fanno da cornice, la facilità di arrivare al luogo attraverso mezzi pubblici e privati e il prezzo del biglietto d’ingresso.

Quale bisogno soddisfate?

Siamo partiti perché volevamo permettere alle persone di orientarsi nella massiccia offerta culturale in Italia: crediamo che tutti debbano avere la possibilità di scegliere consapevolmente gli eventi cui partecipare. Il poco tempo libero dev’essere impiegato inrociando i propri interessi con i contesti che offrono il massimo della qualità. Chi ha detto che la grande mostra gonfiata dalla pubblicità vale il nostro tempo e i nostri soldi? Magari i suoi contenuti non riguardano gli ambiti che più ci interessano e il luogo in cui è organizzata non è ben strutturato…
Còlere ha il controllo di queste informazioni perché le monitora nel web attraverso i big data, perciò propone i migliori eventi culturali per gli interessi dei suoi abbonati.

Quali sono state le difficoltà iniziali e quelle che state affrontando ora?

La difficoltà principale è stata sicuramente la creazione di un algoritmo che sapesse comprendere la complessità di un evento culturale e potesse tradurla in un numero finito di criteri. Tornando all’esempio delle mostre d’arte, il nostro intento era di considerare tutta l’esperienza di partecipazione a una mostra, dal momento in cui una persona valuta i prezzi dei biglietti al momento in cui si gode le opere esposte. Creare un algoritmo che tenesse in considerazione tutti questi elementi non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta.
Un’altra difficoltà è stata trovare una web agency che creasse un sito chiaro: la maggior parte dei siti che riguardano la cultura sono caotici; noi, invece, volevamo offrire un’esperienza di navigazione semplice, che consentisse di concentrare tutte le informazioni in un solo spazio.
Oggi, invece, la nostra difficoltà principale è raccogliere finanziamenti senza perdere tempo: le banche, anche nelle loro proposte rivolte alle start up innovative, sono lente. Per questo motivo ci stiamo rivolgendo all’equity crowdfunding e a investitori privati (a proposito, se qualche finanziatore che ci legge è interessato al nostro progetto, ci contatti a info@colere.eu).

Quale sarà il futuro di Còlere? Prossimo anno e prossimi 3 anni.

Entro la fine del 2018 vogliamo chiudere la raccolta fondi per coprire il territorio nazionale e attivare tutti gli ambiti culturali, dall’Architettura alla Formazione Personale e Professionale. Per fare questo dobbiamo rendere il nostro algoritmo più dinamico e pronto a cogliere le esperienze di partecipazione a eventi culturali diversi.
Nel prossimi 3 anni vorremmo portare questo servizio innovativo in tutto il territorio europeo.

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

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