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Uncò al Brand Storytelling Forum

3 minuti 535 parole

Uncò tra i migliori casi di storytelling al Brand Storytelling Forum. I nostri 6 findings

Parole: 544 | Tempo di lettrua: 2 minuti

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Brand Storytelling Forum. Siamo nella Guida del Forum di fianco a SMEG, Vodafone, Casa.it come uno dei migliori casi di storytelling. Potete leggerla qui > Guida Brand Storytelling Forum

Ha vinto Assicurazioni AXA con un bellissimo progetto sociale, “Nati per proteggere”. Vi invitiamo a visitare il sito, storie di protezione tout court con un premio finale di 50mila euro.

Noi di Uncò ci eravamo a raccontare gli ultimi tre anni di storie di imprenditori, giovani e meno giovani, che si sono inventati un lavoro e creano quotidianamente piccole economie. In questo periodo abbiamo capito alcune cose:

1. Raccontare storie significa creare reti di relazioni.
Quando si fa partire un processo narrativo, si entra in un universo quantico in cui tutto è legato e la dimensione dell’universo cresce al crescere delle relazioni che si instaurano. Provate a leggere Storytelling Organizational Practices di David Boje

2. Spesso queste imprese non partono da un bisogno del mercato ma lo creano.
Questo perché gli imprenditori che intervistiamo partono più spesso dal prodotto o dal servizio che dal mercato. Questo perché sono appassionati di qualcosa, perché sanno che quella cosa è bella e un mercato ci sarà. Perché scommettono sulla loro intuizione. Può sembrare un punto di vista sbagliato, e invece oggi che i mercati sono frammentati, vale ancora di più il paradigma per cui offrire un prodotto unico significa attrarre nicchie di domanda che sicuramente esistono. Provate a leggere il libricino Siamo tutti strambi di Seth Godin. E Strategia Oceano Blu di Chan Kim e Mauborgne. Spesso fare approfondite analisi di marketing non serve altro che a dimostrare che conviene trovare oceani blu, aree ancora vergini, offrire prodotti nuovi e utili, in una parola, creativi.

3. Ogni storia racconta il superamento di un personale punto di rottura.
Eccome. Gli imprenditori lasciano il lavoro per seguire la propria passione, “contano le monetine”, ha detto qualcuno. Ci provano, falliscono, ci riprovano. Il punto di rottura è un posto fisso e un lavoro che non piace, è la disoccupazione, è una generale frustrazione. Superarlo significa mettersi in gioco.

4. Queste storie dimostrano come la creatività e la cultura creano valore economico.
In barba a chi dice che con la cultura non si mangia, si mangia eccome! Provate a leggere l’articolo di Steven Johnson sul New York Times, The Creative Apocalypse That Wasn’t. Il giornalista dimostra come dall’era digitale -la pone nell’anno 1999 con il dopo-Napster-, negli Stati Uniti le persone che riescono a vivere della propria produzione creativa sono aumentate, soprattutto nel mercato musicale ).

5. L’imprenditore ha successo quando sa legare risorse spesso scarse.
Qui andiamo addirittura alla definzione di imprenditoria di Schumpter. Le risorse sono sempre scarse, saperle legare e creare qualcosa di nuovo significa rischiare, significa essere imprenditori. Dei più di 500 intervistati, non abbiamo quasi mai trovato abbondanza di risorse. L’ingegno parte proprio dalla necessità.

6. L’imprenditore è la storia che racconta.
E la storia per essere efficace deve essere autentica. Nessuna storia non o poco autentica ha mai avuto successo nel lungo termine.

Siamo felici di essere stati selezionati e aver partecipato al Brand Storytelling Forum tra i migliori casi di storytelling in Italia. Grazie!

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

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