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Valerio Vinaccia / Woodly

4 minuti 685 parole

Vivere e lavorare in modo diverso ed ecosostenibile. Un’intuizione nata due anni fa visitando una casa colonica sulle colline parmigiane. Intervista a Valerio Vinaccia di Woodly. Entra in contatto con Valerio.

Parole: 674 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Lui ha un passato da product designer, lei era architetto paesaggista. Poi due anni fa, visitando una casa colonica sopra le colline di Parma, un’intuizione e la voglia di vivere e lavorare in modo diverso, realizzando prodotti di altissima qualità in grado di coniugare innovazione e tradizione. Intervista a Valerio Vinaccia di Woodly.

Valerio, nel tuo percorso professionale c’è un passato come industrial designer. Come sei arrivato alla filosofia ecologista che sottende i prodotti della serie Woodly?

Woodly è nata come idea a metà del 2012 mentre io e Laura, la mia compagna, visitavamo una casa colonica sopra le colline di Parma, a Faviano. La scelta di quel luogo ha comportato l’adattamento a uno stile di vita e di lavoro coerente con l’ambiente circostante. L’idea di creare una linea di mobili e complementi d’arredo che coniugasse ecologia e innovazione e, allo stesso tempo, valorizzasse le tradizioni artigianali locali, nasce da lì: Woodly è una linea di prodotti figlia di quel territorio e di quella cultura, da questo deriva la sua peculiarità. Lo stesso processo di produzione di Woodly esprime una filosofia di vita che non sarebbe riproducibile all’interno di un anonimo capannone industriale.

Dall’intuizione alla produzione. C’è un passaggio intermedio?

Ovviamente sì. Abbiamo dedicato circa dieci mesi allo sviluppo del concetto globale, dal design dei primi prodotti allo studio delle strategie di comunicazione. Per presentare i nostri prodotti abbiamo scelto di privilegiare il web sia per ragioni di diffusione che di contenimento dei costi.

Attraverso quali canali distribuite i vostri prodotti?

Il 90% delle vendite viene attraverso contatti diretti con i clienti via internet, sia attraverso l’home page di Woodly che attraverso i social, soprattutto Facebook e Pinterest. L’altro 10% è possibile grazie al passaparola: un cliente soddisfatto è il nostro miglior promoter e la peculiarità dei nostri prodotti trova un riconoscimento immediato in chi condivide la nostra filosofia.

Vendete più in Italia o all’estero?

Abbiamo un maggiore riconoscimento all’estero dove non solo viene premiata la qualità dei nostri prodotti ma anche l’impegno che mettiamo per garantire il minore impatto ambientale: utilizziamo legno proveniente da fonti certificate FSC (Forest Stewardship Council), le finiture – cera e gommalacca – sono ecologiche al 100% e l’energia elettrica che viene utilizzata proviene da fonti totalmente rinnovabili. Persino la casa e gli uffici sono stati rinnovati cercando di rispettare i principi della bioarchitettura, mentre il laboratorio viene riscaldato con gli scarti della lavorazione; quando questi non sono più sufficienti, viene utilizzata la legna proveniente dai boschi della zona.
Ci terrei a sottolineare, inoltre, che i prodotti vengono fatti a mano dalle maestranze locali così da ottenere duplice risultato: una qualità, che solo la lavorazione artigianale può garantire, e la possibilità di preservare e valorizzare la sapienza manifatturiera locale.

Prodotti fatti per durare nel tempo, quindi.

Esattamente. Sono contro il riciclaggio. Sì, hai capito bene: credo che abbia senso riciclare un cellulare, perché la tecnologia invecchia rapidamente, ma un mobile dovrebbe essere fatto per durare, anzi, migliorare nel tempo.

Qual è il prodotto che si vende meglio all’estero?

Le culle (ne ho appena mandata una nel Montana), ma non ne sono stupito: i materiali che utilizziamo sono scelti con cura pensando sempre all’utente finale, e l’assenza di sostanze tossiche è premiante quando questo utente è il bambino. D’altronde culle e lettini sono stati la prima linea che abbiamo messo in produzione, dopo che i miei gemelli ne hanno testato i prototipi.

Recentemente avete anche aperto una locanda a tema. Cosa c’entra con Woodly?

Molti nostri clienti, dopo aver ritirato i prodotti, fanno una gita nelle nostre zone che sono molto belle. Ci siamo detti: se un’azienda agricola può avere un agriturismo, perché una mini azienda di produzione come la nostra non può avere qualcosa del genere? Così è nata la Locanda, aperta da maggio, con due camere e uno studio, in modalità B&B. Tutta in stile Woodly

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Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

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