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437. Vegolosi

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Un magazine online di cucina vegana e vegetariana e da poco anche un libro edito da Feltrinelli. Intervista a Federica Giordani, Vegolosi. Entra in contatto con Federica

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Tanta, tantissima passione per il giornalismo, il web, la comunicazione e la cucina. Un team affiatato ed eccellente. Un’idea nata da un’esigenza reale, concreta e molto semplice. Sono questi gli ingredienti della ricetta di Federica Giordani, giornalista, fondatrice e direttore di Vegolosi.it, magazine online di cucina vegana e vegetariana che da poco è anche un libro edito da Feltrinelli.

Quando e come nasce Vegolosi?
Vegolosi.it è nato nel 2013, da un’idea e da un’esigenza: io e il mio compagno eravamo vegetariani e non riuscivamo a trovare nulla sul web che rispondesse alla nostra esigenza di informazione, intrattenimento e idee in cucina. Io sono una giornalista, lui un grafico. Così mentre ero allo Yoga Festival ho avuto una sorta di illuminazione (era il posto migliore, no?). Ho pensato a chi poter coinvolgere, una squadra di lavoro che fosse disposta a mettersi in gioco e, essendo contornata da colleghi bravissimi che sono anche amici, la cosa è stata semplice: hanno detto sì e abbiamo iniziato a lavorare.

Sei il direttore del magazine. Ci racconti in sintesi il tuo percorso formativo e professionale prima di arrivare alla fondazione di Vegolosi?
Dunque, io sono laureata in Filosofia medievale (poco utile nel mondo pratico, ma la cosa più utile del mondo per imparare a fare fatica e a impegnarsi), sono diventata giornalista pubblicista lavorando come freelance in vari giornali a Milano e Roma, ho poi trovato la mia svolta lavorando nel mondo del videogiornalismo e della post produzione, ho lavorato per alcune web tv ed insegno videogiornalismo. È da lì che con alcune esperienze nel campo del food ho scoperto questo settore, poi la mia scelta personale ha fatto il resto, fino ad arrivare a Vegolosi.

Da chi è formato il team e come vi dividete i compiti nel concreto?
I fantastici 5 sono: Simone Paloni, grafico, videomaker, webmaster e fotografo; Silvia De Bernardin, giornalista e responsabile relazioni esterne; Valentina Pellegrino, giornalista e responsabile dell’area eventi; il favoloso Cristiano Bonolo, che è lo chef di Vegolosi.it, è lui che vizia i nostri lettori. Io, oltre che del coordinamento redazionale mi occupo dell’area social insieme a Silvia e dello styling delle fotografie, nonché dei video e della postproduzione insieme a Simone. Sono stati scelti perché ognuno di loro è un vero operatore della comunicazione che ha in sé tante capacità diverse e questo, a mio parere, è uno dei punti più importanti. Poi abbiamo anche dei validissimi collaboratori e sostenitori che ci seguono come Roberto, Benedetta, Barbara, Adriano, Angelo… insomma, una famigliola non male.

Come hai maturato la passione per la cucina vegana?
L’ho scoperta con Cristiano. È affascinante perché scopri un mondo di ingredienti, combinazioni e sapori che non si possono immaginare: trovo che la cucina vegana sia una delle migliori in assoluto, se cucinata bene e con amore.

Da pochissimo è uscito anche il vostro libro edito da Feltrinelli, come ci siete arrivati?
Il libro è stato un fulmine a ciel sereno: una mattina, mentre controllavamo le mail di redazione troviamo quella di Feltrinelli con un oggetto che ci ha lasciati a bocca aperta “Proposta editoriale”: li abbiamo incontrati. Loro ci seguivano da almeno un anno on line e volevano noi per fare un libro. Dopo il forte grido acuto in macchina finita la riunione, abbiamo iniziato a lavorare. Circa 8 mesi di redazione, foto, selezione e controllo. Dopo 1 mese e mezzo siamo arrivati alla prima ristampa. Siamo molto, molto felici.

Il settore cucina e in particolare cucina vegana/vegetariana è in crescita e sta ottenendo ottimi riscontri: come hai intuito che fosse una buona scelta quella di farne un magazine con ricette e foto?
Sono partita dalle mie esigenze, dal fatto che mancava un prodotto come quello che volevo realizzare. Ho combinato la mia passione per questo mestiere faticosissimo con una “falla” che c’era online. Niente di più: nessuna valutazione marketing, nessun piano economico, secondo me andava fatto e ci ho azzeccato. Inoltre lavoro con un team eccezionale: è questo il segreto.

In che modo avete trasformato un progetto editoriale/digitale in vero e proprio progetto imprenditoriale?
Lo stiamo facendo, non è facile. Bisogna avere una pazienza infinita e una tenacia che supera i limiti consentiti per legge. Il web è un’opportunità enorme ma è anche un ginepraio incredibile dal punto di vista del marketing. Abbiamo fondato una società, Viceversa Media, e tutti ci lavoriamo con impegno e molta, molta passione.

Attualmente Vegolosi è per ognuno di voi il vostro principale mestiere?
Alcuni di noi lavorano solo a Vegolosi.it, altri hanno anche altre collaborazioni secondarie, ma stiamo mettendo tutta la nostra forza dentro questo progetto e ad altri molto, molto interessanti, ma meglio non parlarne prima del tempo.

Quali sono gli step necessari per creare un progetto come il vostro, dall’idea al sito, dall’investimento economico fino alla promozione del progetto?
La prima cosa è avere una buona idea, qualcosa di nuovo, e che si ha profondamente voglia di fare (per intenderci, non ci sono week end o sere: si lavora, sempre, almeno all’inizio). L’investimento economico, se tutti i membri del team partono con l’idea di fare a costo zero, come investimento sulla propria professionalità, non è così alto proprio perché il web offre questa opportunità. Noi avevamo delle attrezzature di base già nostre (videocamere, macchine fotografiche, computer etc.) e questo ci ha facilitato, ma se vogliamo quantificare, stiamo in una cifra sotto i 10mila euro in tre anni.

Come ti vedi in futuro e quali sono i progetti nel cassetto?
Il futuro lo vedo in leggera salita ma bello e ricco di soddisfazioni, nulla è facile: vedo una cosa, soprattutto, un gruppo di lavoro eccellente e un pubblico numerosissimo (parliamo di centinaia di migliaia di persone) che ci segue. Ci vogliono bene ed è una cosa indescrivibile, senti un legame vero con chi ti legge ogni giorno. Io, quindi, mi vedo accanto ai miei colleghi/amici, a lavorare a qualcosa che amiamo, non posso immaginare nulla di meglio. Progetti nel cassetto? Ne abbiamo molti, uno soprattutto, ma non è ancora abbastanza “reale” per poterne parlare. Ci risentiamo, che ne dite?

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Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

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