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4. Ver Eversum / Roma

7 minuti 1370 parole

Federica ed Ermanno. Il cammino di due persone che, a piedi, vogliono scalare l’Olimpo della poster art

Ver Eversum è un laboratorio di illustrazione, serigrafia, arti visive e poster art. Ver significa primavera: la primavera è la stagione della rinascita, in cui si apre un nuovo ciclo e da ciò che è arido fiorisce nuova vita. Ver Eversum vuole rappresentare una rinascita, un’ alternativa, un nuovo corso, che recupera la tradizione per guardare al futuro.
Un modo antico eppure nuovo di fare le cose.

Cos’è, o meglio, chi è Ver Eversum?
Ver Eversum è un laboratorio indipendente di serigrafia e illustrazione, nato dall’incontro di due persone con background formativi completamente diversi: Federica ed Ermanno. Nasce dalla voglia di fare il lavoro più bello del mondo, cioè disegnare la musica che ti piace, o illustrare un libro o un film che ami. Insomma, dare un corpo fisico alle idee. Dopo anni di infinito apprendimento teorico, avevamo voglia di sporcarci le mani e creare qualcosa attraverso il nostro lavoro partendo da zero. La serigrafia è stata la nostra risposta.

Come vi siete avvicinati all’illustrazione e alla serigrafia?
Come probabilmente è avvenuto per tanti altri “colleghi”, questa avventura è iniziata quasi per gioco, realizzando i poster per una band di nostri amici, i Sesta Marconi. Il forte riscontro e le richieste che hanno fatto seguito a quei lavori si sono poi moltiplicate; ogni nuovo poster attirava l’attenzione di qualcuno che ce ne commissionava un altro. E siamo andati avanti così fino a oggi.
Non abbiamo mai brillato per capacità di autopromozione, abbiamo sempre cercato di promuoverci tramite quello che facevamo, che poi è il miglior biglietto da visita.
L’approccio alla serigrafia è arrivato perché volevamo fare anche l’ultimo passo, quello che trasforma il poster da “flyer monouso” a oggetto da conservare e custodire in cornice. La serigrafia ci permette di stampare con le nostre mani le nostre idee, ed è una soddisfazione enorme! Negli Stati Uniti la serigrafia è considerata lo standard per la produzione di poster art, anche perché i risultati che si ottengono con questa tecnica di stampa tradizionale sono fantastici. Offre possibilità infinite e colori meravigliosi e vivi. L’Italia solo di recente sta scoprendo questo mondo, ma l’onda è partita e diventa ogni giorno più forte. Per quanto ci riguarda, abbiamo faticato molto a trovare qualcuno che ci insegnasse i rudimenti di questa tecnica: cercavamo qualche vecchietto serigrafo desideroso di trasmettere ai giovani le sue conoscenze, ma non siamo stati fortunati. Abbiamo imparato attraverso (molte) prove e (infiniti) errori nella cantina di casa. E adesso ci piacerebbe tantissimo insegnare ad altri quello cha abbiamo imparato.

Quali sono le vostre principali influenze?
Sicuramente lo stile risente parecchio dell’influenza forte dell’illustrazione di inizio ‘900, dettagliatissima e in bianco e nero; movimenti come l’Art Noveau o la Secessione Viennese restano dei punti cardine di quello che visivamente ci attira e che adoriamo. Ogni giorno seguiamo con passione il lavoro di tanti poster artist, street artist, illustratori e disegnatori di comics. Non importa il mezzo, importa il modo in cui racconti per immagini. Fortunatamente il web è una miniera d’oro per poter vedere in tempo reale su cosa sta lavorando qualcuno dall’altra parte del mondo.

Quale iter seguite nella realizzazione dei vostri lavori?
Il primo step, che spesso è anche il più difficile, consiste nel decidere cosa raffigurare: orientarsi tra differenti idee e molteplici bozze è una battaglia estenuante. Ma alla fine riusciamo a scegliere quella che visivamente e concettualmente ci convince di più.
Dopodiché si passa alla realizzazione dell’artwork definitivo e del lettering. Tutto viene fatto a mano e solo successivamente digitalizzato per l’impaginazione, la colorazione, ma soprattutto per la creazione delle pellicole per l’incisione dei telai serigrafici. Poi c’è la stampa, anche quella è manuale. Disponiamo di un telaio per ogni colore utilizzato nel poster: immaginatelo come un grande stencil dove il passaggio della vernice crea un’area colorata. Basta allineare con precisione tutti questi livelli di colore su tutti i fogli e… voilà! Ecco a voi un’edizione di poster serigrafati a mano! Non resta che firmare e numerare ogni copia.

Chi sono i vostri clienti?
Solitamente sono le band a contattarci, ma accade anche che a farlo siano booking agency o proprietari di locali dove si suona live. Però funziona anche all’inverso: se c’è qualche band che ci piace particolarmente e con cui vorremmo collaborare, gli scriviamo sottomettendogli il nostro lavoro. In questo modo cerchiamo di crescere sempre di più. Vorremmo arrivare a fare almeno un poster per tutte le nostre band preferite!

C’è un poster al quale vi sentite maggiormente legati?
Tutti i poster sono come figli, e vuoi bene a tutti indistintamente, perché ognuno ti ricorda un periodo, qualcuno, o le nottate che hai fatto per finirlo in tempo. Però esiste anche uno strano fenomeno per cui, quando lavori a un poster, pensi: “Ommioddio, è il poster più figo che abbiamo fatto”. Poi, quando lo finisci, lo stampi e lo consegni l’adrenalina cala, perché magari pensi a tutto quello che avresti voluto fare e che ti è venuto in mente soltanto dopo. Le preferenze cambiano ciclicamente. In media un poster rimane al top della nostra classifica per massimo una settimana. Ultimamente stiamo rivalutando quello del Tube Cult Fest di Pescara. Ci piace perché evoca un’atmosfera medievale, sabbatica, ma siamo comunque riusciti a inserire un oggetto moderno: la valvola di un amplificatore, simbolo della manifestazione. E poi i colori in stampa sono venuti bellissimi!

Quali sono le difficoltà che un artista incontra al giorno d’oggi?
In Italia ci sono difficoltà che accomunano tutti quelli che lavorano nel settore creativo, e cioè lo sforzo di dover legittimare che ciò che fai è un lavoro e non un hobby o una perdita di tempo. E’ un problema culturale solo nostro: se il tuo lavoro ti piace non è un lavoro, è tale solo se noioso e ti distrugge la vita, anche se magari non serve a nessuno. C’era una pubblicità in cui Briatore diceva: “Se ti sei divertito, non stavi lavorando”. A nostro parere è il contrario, è solo se ami davvero quello che fai che sei motivato a raggiungere l’eccellenza. Disegnatori, musicisti, registi, scrittori devono fare uno sforzo in più per affermarsi in ambiti pieni di persone sbagliate. Ma negli ultimi anni ci sono state un sacco di rivincite, casi di persone che sono arrivate al successo semplicemente facendo bene il proprio lavoro, attraverso il consenso di altri e non con una specie di investitura dall’alto.

Assolutamente d’accordo con voi. Qual è la vostra più grande ambizione?
Sicuramente poter vivere stabilmente di questa professione. Potersi alzare ogni giorno sapendo che quello che stai per fare è proprio quello che ti va di fare.
Considerando poi che oltre ad essere una coppia sul lavoro lo siamo anche nella vita, questo nostro progetto vuole essere più di un business. Ci piacerebbe un futuro con dei pargoli che scorrazzano e giocano tra pile di fogli e colori.

Che consiglio dareste ad altri giovani desiderosi di realizzarsi nella propria passione?
Sicuramente di FARE e non starsene con le mani in mano aspettando che qualcun altro ti dia la grande occasione. La grande occasione devi creartela tu, un pezzetto alla volta. Sicuramente gli consiglieremmo di non farsi buttare giù dalle critiche o dalle fregature perché, specie quelle, le acchiappano tutti prima o poi, ma di scegliere un progetto e di restargli fedele. Di essere sempre critico verso il proprio lavoro, che poi è il solo modo di crescere.

Dove si possono vedere i vostri lavori?
Il miglior modo è vederli dal vivo, occasionalmente siamo in giro e per saperlo c’è la nostra pagina facebook, dove pubblichiamo anche tutti i backstage dei poster e cosi via, se qualcuno fosse curioso di dare un’occhiata. Altrimenti c’è il nostro sito che al momento è solo uno spazio vuoto con tre cose caricate malissimo per prova, ma che (speriamo prima che clicchiate sul link!) diventerà portfolio, blog & shop. Siamo dannatamente pigri per ‘ste cose tecnologiche!

Progetti per il futuro?
Riposarci un po’, fare maratone di telefilm, giocare a Tetris e continuare a fare i nostri poster. Cercando di migliorare sempre e di fare ogni volta qualcosa di nuovo e di più grande. Crescendo un po’ alla volta, lenti ma inesorabili come le lumache.

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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