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Performing Change è una compagnia teatrale fondata a Londra dalle vicentine Yasemin Gava e Clarissa Kim con l’obiettivo di raccontare storie per cambiare la percezione rispetto a temi legati ai diritti civili. Agli spettacoli il pubblico partecipa cambiando il corso della storia. Lo spettacolo in corso si intitola Blurred Justice e racconta la storia di Sharif, yemenita che sta per essere giudicato per terrorismo da un tribunale saudita.

Yasemin e Clarissa, perché avete deciso di parlare della guerra e nello specifico dello Yemen?

Come compagnia il nostro obbiettivo e’ di fare il possibile per informare il nostro pubblico di quello che sta accadendo nel mondo e di invitarli a prendere atto della situazione. Per questo progetto abbiamo scelto lo Yemen perché volevamo diffondere una storia che purtroppo e’ stata ignorata dai media occidentali, nonostante siano morte più di 10 mila persone. Inoltre rappresenta una storia di cui la Gran Bretagna e’ complice dato che una gran parte delle bombe, molte delle quali illegali, che vengono usate dall’Arabia Saudita sono state vendute dalla Gran Bretagna.

Perché pensate che il teatro sia lo strumento giusto per far partire un processo di consapevolezza riguardo i diritti civili?
Secondo noi il teatro rappresenta un’occasione perfetta per coinvolgere le persone in queste questioni. Prima di tutto perché ormai viviamo in un mondo di stimoli visivi, perciò crediamo che usare il teatro per informare sia un modo molto più efficace di comunicare con le persone. Dopodiché, in generale pensiamo che l’arte sia il mezzo migliore per questo scopo per il suo potere di rendere le persone più empatiche. In questo modo il pubblico si sentirà maggiormente coinvolto perché non rappresenta più uno spettatore estraneo, ma si sara’ immerso nella situazione. Inoltre i temi politici possono risultare pesanti a volte, mentre affrontarli con dei mezzi di intrattenimento li rende digeribili a tutti.

Avete notate dei cambiamenti rispetto a questi temi nelle persone che partecipano allo spettacolo, sia attori che pubblico? E su di voi?

Alla fine dei nostri spettacoli abbiamo distribuito dei piccoli questionari chiedendo al pubblico quanto fossero informati della situazione nello Yemen prima e dopo aver visto lo spettacolo. Rileggendoli abbiamo notato che la maggioranza delle persone sono uscite dal teatro molto più informati rispetto a quando sono entrati. Inoltre tanti membri del pubblico ci hanno ringraziato di aver raccontato una storia che spesso e’ stata ignorata.

Per quanto ci riguarda personalmente:
Yasemin: dopo aver ricercato cosi’ in dettaglio questo argomento mi sento molto coinvolta in quello che sta succedendo nello Yemen e spero un giorno di poter visitare il paese e vedere da vicino i posti e le persone che finora ho potuto conoscere solo in foto.
Clarissa: scrivere la sceneggiatura è stato un percorso che mi ha arricchita particolarmente, in quanto mi sono dovuta immedesimare in personaggi con una vita completamente diversa dalla mia e cercare di capire il perché delle loro azioni in un paese distrutto dalla guerra.

Cosa farete nel prossimo futuro?

Vorremmo continuare a fare progetti simili e sperimentare con altri metodi artistici, per esempio con un cortometraggio. Il nostro obiettivo finale e’ di create una compagnia che collabori con persone creative di ogni genere che condividono il nostro obbiettivo.

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Fondatore. PhD, il suo sito è alessiosartore.com

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